Psoriasi, una malattia autoimmune
Un male che colpisce di più i "bianchi"
La psoriasi è una malattia cutanea cronica, fortunatamente non contagiosa, le cui cause sono tutt'ora sconosciute. Questa patologia della pelle affligge oltre 6 milioni di italiani, ed è caratterizzata da zone di pelle arrossata, ispessita, ricoperta da squame argentee, a volte con lesioni eritematose.
Le parti della cute interessate possono variare da aree localizzate di modeste dimensioni, (ginocchia, gomiti, cuoio capelluto..), fino al coinvolgimento di tutta la superficie corporea. Nei casi gravi, con lesioni generalizzate, le complicanze indotte dalla malattia arrivano ad essere anche gravemente invalidanti. Altre parti del corpo che possono essere colpite dalla malattia sono le articolazioni, le unghie e le mucose.
Una nuova terapia per la cura della psoriasi, battezzata 'terapia a rotazione combinata', è stata messa a punto a Roma con la collaborazione di specialisti della Clinica dermatologica dell'Università Cattolica, diretti dal prof. Pier Luigi Amerio, e dei dermatologi del Policlinico universitario Agostino Gemelli. Si tratta di farmaci combinati in una sorta di cocktail, ma opportunamente alternati per combattere in modo più efficace e meno tossico la malattia.Antonio Garcovich, della Clinica dermatologica dell'Università Cattolica di Roma spiega che "l'offerta terapeutica oggi disponibile è ampia, e la sfida da cogliere è quella di personalizzare le terapie sulla base dello specifico clinico del paziente che si ha davanti.
Presso il day hospital di Dermatologia del Gemelli seguita Garcovich - abbiamo definito una strategia di trattamento combinata di presidi terapeutici basata su induzione e mantenimento; miriamo cioè, prima a far regredire la manifestazione clinica, e di seguito procediamo con una terapia di contenimento"
Anche se le cause della psoriasi non sono note, varie ricerche sono giunte a conclusione che esiste una predisposizione genetica ad ammalarsi. Uno studio epidemiologico italiano ha stimato che una storia di psoriasi di un genitore aumenta il rischio di sviluppare la malattia di circa 19 volte, e una storia di psoriasi in un fratello aumenta il rischio di 3 volte.
Pur essendo ereditaria, questa patologia per estrinsecarsi ha bisogno di fattori scatenanti che determinano la prima manifestazione del male. Tra questi fattori si annoverano: infezioni da streptococco della pelle e delle prime vie aeree, traumi della pelle, farmaci quali litio, beta-bloccanti usati come ipotensivi, antimalarici, l'indometacina, salicilati, composti iodati.
Ma attenzione, non è tutto qui: anche gli stress psichici sono fattori di rischio, e non di poca importanza, così come lo sono l'abuso di alcool e fumo e i disordini metabolici.
Molti degli studi più recenti, condotti sullimmunità del soggetto psoriasico, rivelano una natura autoimmune della psoriasi, cioè alterazioni del sistema di difesa che non riconosce più alcune cellule del proprio organismo.
Le cellule della pelle hanno un ciclo evolutivo di circa 28 giorni, ma a livello della chiazza psoriasica, il ciclo di cheratinizzazione avviene in soli 5-6 giorni, ed è quindi enormemente più veloce.
E' stato possibile stabilire la presenza di geni di suscettibilità sul braccio corto del cromosoma 6 e sul braccio lungo del cromosoma 17. Ed è recente la ricerca di alcuni studiosi italiani che hanno individuato una nuova regione cromosomica si suscettibilità alla psoriasi, sul braccio lungo del cromosoma 1.
