Tregua Iran, le 12 ore che hanno cambiato la storia
Nel clima di paura e tensione in Medioriente, il ruolo-chiave del"Pakistan
di Alessandro Tallarida"Un’intera civiltà morirà stanotte e non sarà più possibile portarla indietro", così tuonava il presidente Trump sui social, con un messaggio che sembrava una sentenza: qualcosa di irreparabile sta per accadere. L'Iran non accetta ultimatum, le centrali elettriche del Paese vengono circondate dalla popolazione: scudi umani contro possibili attacchi. E' muro contro muro, senza regole. Non c'è dialogo, la diplomazia sembra soffocare, imbottigliata come le navi nello stretto di Hormuz. Israele martella ponti e infrastrutture iraniane, i caccia Usa le postazioni militari sull'isola di Kargh. Il Papa lancia un ultimo accorato appello alla pace. Le ore passano, sembrano correre velocissime verso la scadenza dell'ultimatum. E' in questo clima di paura e tensione che in serata la mediazione del Pakistan scava un corridoio di speranza: chiede agli Usa una proroga dell'ultimatum, insiste con l'Iran per un segno concreto di distensione. Cessate il fuoco, apertura dello stretto di Hormuz e negoziati immediati i punti dell'accordo. Funziona.
