Laddove non bastasse il buon senso, è l'Authority per la privacy a vietare formalmente la pubblicazione dei dati sensibili del vicepremier Antonio Tajani, vittima di cyber criminali che, all'ombra del dark web, hanno perfino promesso una ricompensa a chi avesse diffuso l'indirizzo della famiglia del ministro. Un caso che ha suscitato indignazione e solidarietà da quasi tutte le parti politiche e che il diretto interessato ha denunciato come una conseguenza della guerra ibrida che non risparmia l'Italia.
