“Hai preso tutto dalla bozza? Così cancello tutto”. “Gli ordini a che punto sono? Ho i clienti che mi sollecitano”. Bastavano poche parole per capirsi. Da una parte chi chiedeva informazioni riservate, dall’altra pubblici ufficiali pronti ad aprire abusivamente le banche dati dello Stato. È uno dei passaggi chiave dell’inchiesta della Procura di Napoli e della Direzione nazionale antimafia che ha portato a quattro persone in carcere, sei ai domiciliari.
