In Croazia c'è un'isola che nessuno vuole comprare: ecco perché
Non si può costruire quasi nulla, non si può recintare e soprattutto non si può escludere nessuno. La battigia, sei metri dalla linea dell'onda, è demanio marittimo e resta aperta a tutti
di Francesca CantoTra le due sponde dell’Adriatico si gioca una partita silenziosa ma decisiva: quella tra la tutela dei paradisi naturali e la loro trasformazione in merce. In Albania, per salvare l’isola di Sazan, ambientalisti e società civile sono dovuti scendere in piazza. Sul tavolo c’è un progetto di resort di lusso legato a Jared Kushner, genero di Donald Trump, pronto a trasformare un’area vincolata in un investimento miliardario. Qui la tutela dell’ambiente passa dalla protesta, perché le regole da sole non bastano. In Croazia, invece, è proprio la legge a fare da argine. L’isoletta di Scoglio Grande, Veli Skolj, è in vendita da oltre tre anni: 21mila metri quadri di natura incontaminata, una fonte di acqua dolce al costo di oltre tre milioni di euro. Eppure nessuno la compra. Il motivo? Non si può costruire quasi nulla, non si può recintare e soprattutto non si può escludere nessuno. La battigia, sei metri dalla linea dell’onda, è demanio marittimo e resta aperta a tutti: bagnanti, naviganti, curiosi. Un dettaglio legale che diventa un messaggio chiaro: qui il paradiso non è privatizzabile. E Veli Skoli non rappresenta un caso isolato. La Croazia conta infatti oltre mille isole. Più della metà appartengono a privati cittadini che negli ultimi anni hanno provato a venderle, un tentativo che è riuscito solo a pochi fortunati, in un Paese dove i vincoli per proteggere l'ambiente sembrano funzionare.
