Guerra in Iran, a Hormuz bloccate anche navi italiane
Il presidente di Assarmatori: "Non si possono mettere a rischio i lavoratori marittimi"
di Eliano RossiC'è un pezzo d’Italia rimasto incagliato - è il caso di dire - nello Stretto di Hormuz. E ci sono circa 50 nostri marittimi che attendono con ansia la sua riapertura per poter tornare a casa. Già, perché tra le oltre 2mila imbarcazioni bloccate davanti alle coste emiratine, non mancano i vascelli italiani. Il più importante per dimensioni è il "Grande Torino", una nave trasporta-auto con a bordo circa 7mila veicoli nuovi in attesa di essere consegnati, ma soprattutto 30 marinai italiani. È fermo nella zona del porto di Abu Dhabi da 40 giorni. Il presidente di Assarmatori, Stefano Messina: "in questo momento specifico gli armatori non possono fare programmi di viaggio e rotazioni nell'area di guerra. Si vive molto alla giornata".
