I campi danneggiati e l’impennata dei costi mettono in ginocchio i viticoltori di Gaza. La testimonianza di Nasser Abu Hizaiya, agricoltore: "Prima della guerra, le viti ricoprivano completamente il terreno. Dopo, siamo venuti e abbiamo trovato le viti secche e appassite. I carri armati ne avevano spianato gran parte con i bulldozer: due terzi, o forse anche di più. È rimasto solo il dieci per cento delle viti che c’erano prima della guerra". Prima della guerra i viticoltori arrivavano a caricare sui camion anche 50 casse al giorno: ora, allo stesso prezzo, se ne riescono a vendere appena tre.
