Referendum giustizia, il ministero chiede all'Anm la lista dei finanziatori della "campagna del no"
Respinge la richiesta Cesare Parodi, presidente della Associazione nazionale magistrati: "Contrario alla privacy"
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Ancora polemiche sulla campagna referendaria per la riforma della giustizia. Il ministero ha chiesto all'Anm la lista dei finanziatori del Comitato del No paventando una sorta di "finanziamento indiretto" da parte di privati cittadini che hanno aderito all'iniziativa.
"Finanziamento indiretto"
Secondo "un atto di sindacato ispettivo" viene riferito da un parlamentare, di "un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all'Anm e privati sostenitori" del Comitato Giusto dire No "che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell'Anm". È quanto scrive il capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, in un documento indirizzato al presidente del'Anm, Parodi, in cui si sottopone alle valutazioni dell'Associazione "l'opportunità di rendere noto alla collettività, nell'ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato da parte di privati cittadini".
Uno schema, aveva sottolineato il deputato di Forza Italia Andrea Costa, che "crea un legame tra finanziatori privati e magistrati". Il parlamentare aveva inviato una richiesta di chiarimenti al ministero un mese fa.
"Soggetto autonomo"
"Il Comitato è un soggetto autonomo", ha replicato il presidente delle toghe Cesare Parodi sottolineando che "è contrario alla privacy rendere pubblici dati che riguardano cittadini". Insorge l'opposizione col Pd che giudica l'iniziativa di via Arenula "un'intimidazione"- Il gruppo del Pd al Senato, primi firmatari i componenti della commissione Giustizia, Alfredo Bazoli, Franco Mirabelli, Anna Rossomando e Walter Verini, ha presentato una interrogazione al Ministro della Giustizia
