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I poetici appunti di viaggio di Lisa Hannigan

Tgcom24 ha incontrato la cantautrice in concerto a Milano il 7 maggio

04 Mag 2012 - 08:41
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 © Graham Keogh

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Arriva in Italia per un'unica data ai Magazzini Generali di Milano, lunedì 7 maggio, Lisa Hannigan. La cantautrice irlandese ha da poco pubblicato il suo secondo album, "Passenger", a cavallo tra folk e poesia. "L'ho composto durante lo scorso tour - spiega a Tgcom24 -, ma poi l'abbiamo registrato in soli sette giorni tutto dal vivo, per conservare la magia della spontaneità".

Per anni compagna (artistica e nella vita di Damien Rice), dopo il debutto di "Sea Sew" del 2008, la Hannigan ha confermato con "Passenger" la sua capacità di coniugare poesia e semplicità cantautorale, con melodie che colpiscono arrivando anche a diventare hit radiofoniche ("Home", "Knots"), grazie anche a video originali rigorosamente "fatti in casa". "E' stato un vero piacere lavorare a questo album - dice -. Con il precedente, essendo il mio primo da solista, era tutto nuovo, quindi grande eccitazione ma anche grandi incognite. Questa volta invece è nato tutto in maniera rilassata, ero più sicura delle mie possibilità come autrice, conoscevo i musicisti...".

Questo album è stato realizzato in pochissimo tempo...
L'abbiamo registrato in solo una settimana. Eravamo tutti nella stessa stanza suonando dal vivo insieme come fosse una situazione live. In questo modo cogli la magia del momento. Quando registri così una canzone non puoi ripeterla cinque volte perché alla fine la magia svanisce. Per questo a noi non è sembrato un tempo breve ma semplicemente perfetto.

Registrato in una settimana ma scritto durante lo scorso tour, quindi nell'arco di molti mesi. E' così?

Per me è abbastanza normale avere un tempo lungo per la scrittura e breve per le registrazioni. In questo caso i pezzi sono nati nell'arco di un anno e mezzo. In realtà ogni singolo brano non ha richiesto molto tempo ma è stato difficile trovare i momenti giusti per appartarmi e scrivere. Sai, quando sei su un tour bus, non è sempre facile mettersi in un angolo con la chitarra e cercare l'ispirazione mentre gli amici e i colleghi ridono e ti prendono in giro...

L'essere spasso lontano da casa per te è una fonte di ispirazione?

Certamente quando sei sempre in viaggio e guardi fuori dal finestrino di un treno puoi essere assalito da un senso di nostalgia che non proveresti mai a casa tua. Così come l'essere in un paese dove non conosci nessuno e del quale non parli nemmeno la lingua può spingerti a rinchiuderti in te stessa, confrontarti meglio con i tuoi sentimenti.

Ti capita spesso di sentire nostalgia di casa?
Ogni tanto sento il bisogno di tornare alle mie radici. Sono cresciuta in campagna, senza grandi città vicino. E ora passo la maggior parte del tempo in città. Quando torno a trovare i miei è una sensazione splendida, non c'è nulla come sentirsi a casa.

Il primo album è stato un successo di pubblico e critica. Hai sentito qualche pressione nel momento in cui ti sei messa al lavoro sul suo successore?

No, o meglio, la pressione me la sono messa da sola. Avevo una gran voglia di fare dei passi avanti, di migliorare. Scrivere canzoni più belle, testi migliori.

Sia per il primo album che per "Passenger" hai regalato dei brani in download dal tuo sito. Secondo te per la musica Internet è più un problema o un'opportunità?
Ci sono vari aspetti da considerare. È splendido avere un contatto così ravvicinato con i tuoi fan e chiunque può girare dei video nella propria stanza da bagno, anche se non ha una lira, come faccio io, e arrivare a migliaia di persone anche senza passare da Mtv. Ma ovviamente c'è un'industria musicale che soffre pesantemente le conseguenze della facilità con cui si condivide la musica in maniera illegale.

Piccola parentesi sul passato. Cosa ti è rimasto degli anni passati accanto a Damien Rice?

E' stata un'esperienza tanto bella quanto formativa. Prima di allora non ero mai stata su un palco, ho imparato tutto. Abbiamo passato anni folli, scrivendo canzoni di continuo e ovunque ci capitasse e girando un sacco di posti.

E' stato difficile iniziare poi una carriera solista?

Sicuramente è stato un grande cambiamento. Però non ero spaventata: nulla che valga la pena essere fatto deve spaventare.