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Caso dl Popolari, Renzi lo anticipò a De Benedetti: è bufera | Berlusconi allʼattacco: "Ing. con le mani nella marmellata"

L’indagine per insider trading fu avviata tre anni fa su segnalazione della Consob che aveva evidenziato plusvalenze e movimentazioni anomale sui titoli

Matteo Renzi avrebbe rassicurato l’imprenditore Carlo De Benedetti che il decreto del governo sulle Popolari varato il 20 gennaio 2015 sarebbe passato. Come? Attraverso una telefonata tra i due, fatta solo quattro giorni prima del varo del dl. Lo racconta lo stesso De Benedetti al professionista che curava i suoi investimenti in Borsa. De Benedetti aveva investito 5 milioni di euro con Romed spa guadagnando 600mila euro.

La registrazione della telefonata rimasta finora segreta, riporta il Corriere della Sera, è allegata al fascicolo che la Procura di Roma ha trasmesso alla Commissione parlamentare banche. E sembra smentire la versione fornita da entrambi quando avevano escluso la veicolazione di informazioni riservate. L’indagine per insider trading fu avviata tre anni fa su segnalazione della Consob che aveva evidenziato plusvalenze e movimentazioni anomale sui titoli. I magistrati hanno sollecitato l’archiviazione dell’inchiesta perché sia Renzi sia De Benedetti, interrogati dai pubblici ministeri, hanno escluso di essere entrati nel merito del testo poi approvato a Palazzo Chigi. Ma adesso si esprimerà la Commissione nella relazione finale.

La telefonata: E' il 16 gennaio 2015. De Benedetti parla al telefono con Gianluca Bolengo, suo referente nella società Intermonte Sim spa che si occupa dei suoi investimenti. Il colloquio viene registrato così come previsto dalla normativa sulle intermediazioni finanziarie.

De Benedetti: Sono stato in Banca d’Italia l’altro giorno, hanno detto (incomprensibile) che è ancora tutto aperto.
Bolengo: Sì, ehm, però adesso stanno andando avanti... comunque non è...
De Benedetti: Faranno un provvedimento. Il governo farà un provvedimento sulle Popolari per tagliare la storia del voto capitario nei prossimi mesi... una o due settimane.
Bolengo: Questo è molto buono perché c’è concentrazione nel settore. Ci sono troppe banche popolari. Sa, tutti citano il caso di Sondrio città di 30 mila abitanti.
De Benedetti: Quindi volevo capire una cosa (incomprensibile) salgono le Popolari?
Bolengo: Sì su questo se passa un decreto fatto bene salgono.
De Benedetti: Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa.
Bolengo: Se passa è buono, sarebbe da avere un basket sulle Popolari. Se vuole glielo faccio studiare, uno di quelli che potrebbe avere maggiore impatto e poi però bisognerebbe coprirlo con qualcosa.
De Benedetti: Togliendo la Popolare di Vicenza.
Bolengo: Sì. Va tutto come previsto: quattro giorni dopo il decreto viene effettivamente approvato.


I magistrati ritengono comunque che non sia stato commesso insider trading perché nella telefonata "De Benedetti si limita ad affermare di aver appreso di un 'intervento': espressione polivalente che nulla apporta in più rispetto a quanto ben noto a Bolengo. Ma anche che l'intervento sarebbe stato realizzato in tempi brevi, ma non necessariamente brevissimi e comunque non determinanti".

Il portavoce dell'ingegnere: "Nessun abuso" - Un portavoce di De Benedetti ricorda ancora che "non vi è stato alcun abuso di informazione privilegiata da parte sua. L'approvazione della norma era ampiamente nota - continua -, al punto che UBS aveva tenuto una conferenza stampa sul tema due settimane prima, presso la Borsa di Milano, consigliando di acquistare azioni delle banche Popolari. Del resto, anche la Procura di Roma - conclude -, investita della vicenda, a giugno dello scorso anno ne ha chiesto l'archiviazione".

"Carlo De Benedetti è stato preso con le mani nella marmellata". Lo ha detto Silvio Berlusconi a Radio 105, commentando la vicenda del decreto Popolari e la telefonata tra Matteo Renzi e De Benedetti. "Se fosse capitato a me sarei già in croce. Vediamo come andrà a dipanarsi la vicenda ma quel conflitto di interessi che per anni hanno attribuito a me, vedo che ora riguarda il signor De Benedetti, i cui giornali hanno fatto anche campagne stampa contro di me".

Renzi: riforma lecita, se ne parlava sui giornali - "Tutto quello che ho fatto sulle popolari è pubblico e nelle mani della procura della Repubblica di Roma dove sono stato sentito da testimone. Quello che abbiamo fatto è perfettamente lecito. Perfino su Repubblica il giorno prima si parlava di quel provvedimento". Lo dice Matteo Renzi. "C'è stata assoluta trasparenza nostra. Questa è l'ennesima puntata di un film che continua a rilanciare" sulle banche. "La riforma delle popolari l'abbiamo fatto con tutti i crismi. Se qualcuno ha commesso reati, vedrà la magistratura".

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