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Lavoro, Istat: il tasso di disoccupazione scende al 10,9% | Occupazione femminile al 49%: record dal 1977

Nel secondo trimestre gli occupati sono cresciuti di 153mila unità rispetto allo stesso periodo del 2016. Il premier Gentiloni: "Cʼè ancora molto lavoro da fare, ma i dati sono incoraggianti"

Dopo tre trimestri di crescita, nel secondo trimestre del 2017 torna a diminuire il numero di disoccupati, la cui stima si attesta a 2 milioni 839mila unità (-154mila in un anno, -5,1%). Lo comunica l'Istat, registrando un nuovo minimo dal 2012: il tasso di disoccupazione scende al 10,9%, in calo di 0,6 punti percentuali in confronto ad un anno prima e di 0,4 punti rispetto al trimestre precedente. Il tasso di occupazione delle donne sale al 49,1%, il livello più alto registrato nelle serie storiche iniziate nel 1977.

Nel secondo trimestre del 2017, gli occupati sono cresciuti di 78mila unità (+0,3%) rispetto al primo trimestre, grazie all'ulteriore aumento dei dipendenti (+149mila, +0,9%), in oltre otto casi su dieci a termine (+123mila, +4,8%). Rispetto al secondo trimestre del 2016, si stima una crescita di 153mila occupati (+0,7%), che riguarda soltanto i dipendenti (+356mila, +2,1%), oltre tre quarti dei quali a termine (+278mila, +11,2%).

Cresce al 3% la previsione di assunzioni in Italia - Secondo i dati relativi al periodo ottobre-dicembre 2017, la previsione di occupazione per il quarto trimestre si attesta a quota +3%, che è il miglior dato di previsione registrato dal 2011 ad oggi e indica una maggior fiducia nelle assunzioni da parte dei datori di lavoro. E' quanto sostiene ManpowerGroup, leader mondiale nelle soluzioni strategiche innovative per la gestione delle risorse umane, nella sua indagine trimestrale sull'occupazione "Meos" (ManpowerGroup Employment Outlook Survey). "Anche se è troppo presto per affermare che siamo in piena ripresa, possiamo dire che siamo verso una svolta importante per il mercato del lavoro", ha affermato Stefano Scabbio, presidente Area Mediterranea, Nord ed Est Europa di ManpowerGroup.

Confronti tra aree regionali - I datori di lavoro del Nord-Est d'Italia riferiscono le prospettive di assunzione più ottimistiche per il periodo ottobre-dicembre, con una previsione netta sull'occupazione pari a +9%. D'altra parte, i datori di lavoro del Nord-Ovest riferiscono piani di assunzione limitati, con una previsione di +1%, mentre si stima che i mercati del lavoro resteranno fermi sia in Italia Centrale che al Sud e nelle Isole, dove i datori di lavoro riferiscono una previsione pari a -2%.

Istat, la crescita degli occupati

Occupazione femminile - Nonostante la notevole crescita dell'occupazione femminile, "la situazione occupazionale delle donne nel nostro Paese è tra le peggiori dell'Ue", scrive l'Istat. Nella media 2016 l'Italia è "penultima" tra gli Stati membri, "con un divario di 13,2 punti rispetto alla media, seguita soltanto dalla Grecia".

Il tasso di occupazione delle donne

Gentiloni: "Ancora lavoro da fare, ma dati incoraggianti" - I dati diffusi dall'Istituto di statistica sono stati salutati con soddisfazione dal premier Paolo Gentiloni. "Disoccupazione ai minimi dal 2012. Buoni risultati da jobs act e ripresa. Ancora molto da fare su lavoro ma tendenza incoraggiante", ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio.

Nelle imprese dell'industria e dei servizi le posizioni lavorative dipendenti sono aumentate dell'1,1% su base congiunturale e del 3,1% su base annua. Nel complesso il monte ore lavorate è cresciuto dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 3,1% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Le ore lavorate pro capite sono rispettivamente cresciute dello 0,2% e diminuite dello 0,7%.

Contemporaneamente le ore di cassa integrazione (Cig) sono scese da 12,6 a 6,9 per mille ore lavorate. Continuano a crescere a ritmi sostenuti le posizioni in somministrazione, che aumentano del 4% in termini congiunturali e del 22,2% su base annua. Il tasso di posti vacanti nelle imprese con almeno 10 dipendenti aumenta di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,3 su base annua.

Il lavoro in Italia, dati da record per le donne

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