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Istat: il Pil cresce, scende il deficit Renzi: "La verità è nei numeri"

Il Prodotto interno lordo sale dello 0,8% ma il volume complessivo resta sotto i livelli del 2000. La pressione fiscale va ai minimi dal 2011 mentre il debito tocca un nuovo record

Istat: il Pil cresce, scende il deficit Renzi: "La verità è nei numeri"

L'Istat ha rivisto al rialzo di un punto base il tasso di variazione del Pil per il 2014, da -0,4 a -0,3%. Nel 2015, invece, il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 1.636.372 milioni di euro correnti, con un aumento dell'1,5% rispetto all'anno precedente. In volume il Pil è aumentato dello 0,8%, registrando una crescita dopo tre anni consecutivi di flessioni.

I livelli in volume assoluto restano comunque ancora al di sotto di quelli registrati nel 2000.

Renzi: "Ecco i veri numeri" - Matteo Renzi pubblica via Facebook un messaggio intitolato "La verità, vi prego, sui numeri", ed esordisce con "Avviso: post urticante per gufi e talk", per continuare così: "Dopo medi di editoriali, chiacchiere, ricostruzioni, possiamo finalmente fare chiarezza sui veri numeri dell'economia italiana?". Passa poi ad elencare una serie di indicatori positivi per l'economia italiana. "Per me i numeri non sono importanti. Sono le storie che stanno dietro che rilevano. No alla dittatura dei numeri, sì alla dimensione umana della politica. Ma ai grandi esperti che ogni giorno ci fanno la morale sui numeri dico con chiarezza che la realtà è più forte della loro ideologia. O dei loro pregiudizi".

"A livello economico la situazione internazionale non è facile, i mercati sono altalenanti, la crisi ha lasciato strascichi terribili: noi sappiamo che c'è ancora molto da fare, a cominciare dalla battaglia contro la disoccupazione giovanile e dalla lotta per gli investimenti, soprattutto al Sud. Ma lo facciamo, tutti insieme, senza paura, con una strategia unitaria che ha respiro e orizzonte".

Padoan: "Stiamo crescendo, impegni mantenuti" - Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan commenta gli ultimi numeri dicendo che "il governo mantiene i suoi impegni di finanza pubblica in un quadro in cui la crescita c'è". E precisa che "da questi dati traggo la convinzione che la strategia del governo deve andare avanti lungo linee intraprese finora".

Il deficit/PIl scende al 2,6% - Migliora invece il rapporto tra deficit e Pil, sceso nel 2015 al 2,6% dopo il 3% del 2014, restando in linea con le stime del Documento di economia e finanza del governo e scivolando ai minimi dal 2007: un dato che ci riporta dunque agli anni precedenti la crisi finanziaria. Il surplus primario, al netto degli interessi sul debito, si riduce invece all'1,5%, il più basso cioè dal 2011.

Pressione fiscale più leggera - L'Istat dice poi che la pressione del fisco nel 2015 è stata pari al 43,3% del Pil, il livello più basso dal 2011, quando aveva segnato il 41,6%. Nel 2014 il rapporto era del 43,6%.

Padoan: nuovi tagli tassi solo se compatibili - Padoan però frena su eventuali nuove riduzioni delle tasse spiegando: "Al di là degli annunci di nuovi tagli, che andranno comunque collocati in un quadro di compatibilità, andrebbero valutati gli impatti di quelli già effettuati in termini di consumi, investimenti e occupazione".

Debito sempre più in alto - Sale però il debito, che raggiunge quota 132,62%, il massimo dal 1995 (nel 2014 si era fermato al 132,5%. Il dato è inferiore rispetto alle previsioni del governo, che nella nota di aggiornamento al Def indicava un rapporto del 132,8%. In valore assoluto, siamo a 2.170 miliardi di euro, cifra mai toccata prima.

Giù la spesa per interessi - Continua a diminuire a ritmo accelerato la spesa per interessi passivi sul debito pubblico, che nel 2015 segna un ribasso dell'8% dopo la riduzione del 4,2% nel 2014. Sempre nell'ambito delle uscite, l'Istat fa notare come sul "forte aumento delle altre uscite in conto capitale (+17,7%) hanno pesato la decisa crescita dei contributi agli investimenti e la restituzione degli arretrati per le pensioni erogate a partire dal 2012 a seguito della sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale".

Investimenti in crescita dopo otto anni - Tornano a crescere nel 2015 gli investimenti fissi lordi, che segnano un aumento dello 0,8%. Si tratta del primo rialzo dopo otto anni: per trovare l'ultima variazione positiva dobbiamo risalire al 2007.

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