"Riforme del mercato del lavoro che sappiano coniugare flessibilità e mobilità, con l'equità e con l'inclusione sociale sono essenziali". E' quanto ha dichiarato dal presidente della Bce, Mario Draghi. "E' vitale per la crescita e l'occupazione, che le banche tornino a porsi in condizione di rifinanziare l'economia", ha aggiunto, rilevando: "Ci vorrà tempo affinché le riforme dispieghino tutti gli effetti positivi per l'economia europea".
"Italia, alta tutela del lavoro ma pochi ammortizzatori"
Intervenendo con una lezione alla giornata in ricordo dell'economista Federico Caffé, alla facoltà di Economia dell'università La Sapienza a Roma, Mario Draghi ha evidenziato come in Italia "la debolezza degli ammortizzatori sociali si accompagna con una protezione relativamente elevata del posto di lavoro".
"Disoccupati, in Italia sostegno metà media Ue"
In Italia a fronte di un'incidenza della spesa sociale sul Pil in linea con quella Ue, quella di sostegno ai disoccupati alle famiglie, in particolare quelle a rischio povertà, "è su livelli pari a meno della metà rispetto a quelli europei, mentre la spesa pensionistica è nettamente superiore".
"Disoccupazione, elemento di vulnerabilità dell'Europa"
Nell'Ue, ha ricordato Draghi, tra il 2007 e il 2011 il tasso di disoccupazione è aumentato di 5,8 punti percentuali nell'età 15-24, di 3,5 punti nella classe 25-34 e di 1,8 punti nella classe 35-64. Riportando poi i dati del tasso di disoccupazione dei giovani nei singoli Paesi nel primo trimestre del 2012 (tra cui l'Italia al 34,2%), Draghi evidenzia come "gli andamenti confermano la particolare vulnerabilità di questa componente essenziale delle nostre forze di lavoro".
"Il sottoutilizzo dei giovani riduce la crescita e ferisce l'equità"
Draghi ritiene inoltre che "il sottoutilizzo delle risorse dei giovani riduce in vari modi la crescita: abbassa la probabilità di nascita di nuove imprese, mediamente più innovative delle altre, determina a lungo andare il decadimento del capitale umano, frenando l'assimiliazione del progresso tecnico e l'efficienza dei processi di produzione. Oltre a ferire l'equità, costituisce uno spreco che non possiamo permetterci".
"Crescita ed equità connesse"
Parlando delle misure per uscire dalla crisi, Mario Draghi ha affermato che "crescita ed equità sono strettamente connesse. Senza crescita, lo dicono anche gli eventi di questi mesi prendono forte le tentazioni a rinchiudersi nel proprio particolare, la solidarietà scema. Senza equità - ha proseguito - l'economia si frantuma in una moltitudine di gruppi di interesse, il bene comune non riesce a emergere come risultato dell'interazione sociale ed economica, con effetti negativi sulle capacità di crescita. La recente storia italiana non manca di esempi in questo senso".
"Un patto per la crescita per la sopravvivenza della Ue"
Parlando della difficile situazione della zona dell'euro, Draghi ha avanzato una proposta: "Siamo ormai giunti a un punto in cui il processo di integrazione europea per sopravvivere ha bisogno di un coraggioso salto di immaginazione politica. E' in questo senso che ho richiamato la necessità di un 'growth compact' accanto al noto 'fiscal compact'".
"Misure Bce hanno evitato il collasso delle banche"
"Le misure straordinarie varate dalla Bce ci hanno fatto guadagnare tempo, preservando la funzionalità della politica monetaria, impedendo un collasso dei mercati bancari" che avrebbe avuto effetti su produttività e lavoro "di gran lunga più pesanti" di quelli che ci sono stati, ha sottolineato poi il presidente della Bce. Le operazioni straordinarie di rifinanziamento della Bce hanno "arrestato in Italia ma anche nella stragrande maggioranza dei Paesi dell'euro, la contrazione dei prestiti in dicembre". Ha spiegato Draghi secondo cui "si è evitato un ben più severo rischio di restrizione creditizia che avrebbe conseguenze sulla crescita e sulla stabilità ben più gravi di quelle che osserviamo attualmente". Per Draghi "il perdurante anemico dei prestiti riflette la debolezza della domanda".
"Le banche tornino a rifinanziare l'economia"
Sulle banche, l'opionie di Draghi è che sia "vitale, per la crescita e l'occupazione, che gli istituti di credito tornino a porsi in condizione di rifinanziare l'economia".
"Dopo l'emergenza ridurre il prelievo fiscale"
"Superata l'emergenza" della crisi si deve attuare "una diminuzione della spesa corrente e del prelievo fiscale" ha affermato anche Draghi. "Non puo' esserci crescita sostenibile senza finanze pubbliche in ordine - ha aggiunto -. A questo proposito ho rilevato in altre occasioni lo straordinario progresso compiuto da tutti i governi dell'euro sul fronte del consolidamento fiscale; ma, superata l'emergenza, occorre che questo si riqualifichi con una diminuzione della spesa corrente e del prelievo fiscale".
Tensione alla Sapienza
Mentre Draghi si trovava all'interno assieme al governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, fuori la Facoltà di Economia della Sapienza ci sono stati minuti di tensione tra studenti e forze dell'ordine. Alcuni ragazzi sono riusciti a entrare nell'atrio della facoltà nonostante il divieto di polizia e carabinieri. "Noi andiamo dove ci pare", hanno scandito i giovani che prima di tornare in strada hanno lanciato alcuni volantini contro la Bce e la politica dell'austerità. La situazione è tornata alla calma poco dopo.
