Squinzi debutta al vertice di ConfindustriaIl neopresidente chiede legalità e tagli veri
"Si apra un confronto con il governo per una nuova politica industriale: riduzione della spesa pubblica, fisco più leggero, credito alle imprese e riforma della Pubblica amministrazione"
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Riforma e debiti della P.A., tagli della spesa pubblica e riduzione della pressione fiscale, credito alle imprese. Questi i 4 punti su cui il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi chiede "di aprire un confronto" col governo "per una nuova politica industriale". Nel suo primo intervento pubblico all'assemblea annuale di via dell'Astronomia Squinzi aggiunge: "Se non apriamo ai giovani, la partita del futuro è persa per tutti".
Tra le sue prime parole c'è anche un omaggio a Emma Marcegaglia, alla quale succede. "Cara Emma - ha detto -. I tempi della tua presidenza sono stati molto duri, ma tu sai bene che i miei lo saranno ancora di più". Ed è con questa consapevolezza che il neopresidente raccoglie "il testimone da una donna coraggiosa e appassionata".
Tutti in piedi per Falcone e Borsellino
Un momento di grande commozione è stato quello in cui Squinzi ha ricordato il sacrificio dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e l'anniversario della strage di Capaci, quando dalla platea si è levato un lungo applauso. Tutti i partecipanti si sono alzati in piedi e hanno battuto le mani a lungo. Squinzi ha inoltre ricordato anche gli imprenditori vittime della criminalità organizzata.
Riforma della Pubblica amministrazione e tagli alla spesa tra le priorità
Riforma della Pubblica amministrazione e semplificazione normativa, pagamenti della P.A., tagli alla spesa per una riduzione della pressione fiscale e il rilancio "sostenuto" dei consumi interni, credito alle imprese. Sono queste le "quattro urgenze assolute" sulle quali "governo e Parlamento devono agire", ha sottolineato Squinzi nella sua prima relazione all'Assemblea di viale dell'Astronomia. La riforma della Pubblica amministrazione "è la madre di tutte le riforme" che più può aiutare a tornare a crescere.
"Per noi è una questione di sopravvivenza - sottolinea Squinzi - che coincide con la sopravvivenza del Paese stesso. Ed è per questo e con questo spirito che chiadiamo di aprire un confronto per una nuova politica industriale che consenta a questo Paese una vera prospettiva di crescita".
"Legalità e imprenditoria, binomio inscindibile"
"Legalità e imprenditoria sono un binomio inscindibile - continua Squinzi -. Questo dovrebbero saperlo tutti gli imprenditori. E lo sapevano gli imprenditori che in alcune zone del Paese hanno pagato con la vita la determinazione a continuare il loro lavoro". Per Squinzi "il rispetto della legalità è essenziale per la convivenza civile. Ma è anche condizione indispensabile per gli investimenti delle imprese e per il buon funzionamento del mercato".
Squinzi ha ricordato l'impulso su questi temi dato da Confindustria negli ultimi anni, a partire dalle strutture siciliane, e ha avvertito che "sarebbe sbagliato e dannoso continuare a pensare che legalità e antimafia siano temi solo del Mezzogiorno". Da presidente di Confindustria Squinzi promette una difesa ferma e tenace delle ragioni dele imprese e della legalità.
"Il vile attentato all'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare ci riporta con la memoria a tempi che pensavamo superati per sempre. Desidero ancora una volta esprimere qui la solidarietà e la vicinanza di Confindustria a Roberto Adinolfi, ai suoi familiari e a tutta Finmeccanica e desidero esprimere lo sdegno e il senso di orrore che proviamo per l'inaudito attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi".
"Spending review non sia solo una bella analisi. Servono tagli veri"
"Non possiamo accontentarci di una spending review che sia solo una bella analisi dei tagli possibili. Servono tagli veri - ha detto ancora Squinzi -. Gli italiani stanno sopportando grandi sacrifici e non capiscono perché l'azienda Stato non possa risparmiare come risparmia l'impresa nella quale lavorano. Come stanno risparmiando nele loro famiglie. Tanto più che una parte non piccola della spesa serve per apparati burocratici ben maggiori che in altri Paesi. Apparati addirittura dannosi quando funzioni e competenze sono duplicate o triplicate tra diversi livelli di amministrazione che, per giustificare la loro esistenza, finiscono per paralizzarsi a vicenda".
"Intollerabili il fisco e gli oneri sulle imprese"
"Nel 2011 il total tax rate, inclusivo di tutte le tasse e i prelievi, compresi gli oneri sociali, gravanti su una piccola impresa-tipo, era pari in Italia al 68,5%, contro il 52,8% in Svezia, il 46,7% in Germania, il 37,3% nel Regno Unito. E' una zavorra intollerabile", ha detto ancora il neopresidente. Questa zavorra, ha ripreso, "si aggiunge ad altre che penalizzano le imprese italiane: una burocrazia che per i soli adempimenti ci costa 45 miliardi in più rispetto ai migliori esempi nel resto d'Europa; un'energia elettrica che ci costa, in media, il 30% in più che negli altri Paesi europei". Per questo, aggiunge Squinzi, "diciamo che i proventi della lotta all'evasione, che è sacrosanta, devono essere utilizzati per ridurre la presione fiscale su chi produce ricchezza, ossia sul lavoro e sull'impresa". E sempre in quest'ottica il presidente di Confindustria dice "no a nuovi balzelli o tasse fantasiose" e afferma che "occorre privatizzare, oltre che liberalizzare, e valorizzare il patrimonio pubblico".
"Riforma lavoro, l'avremmo voluta più utile"
La riforma delle pensioni "è stata severa, ma necessaria. La riforma del mercato del lavoro appare meno utile alla competitività del Paese e delle imprese di quanto avremmo voluto". Secondo Squinzi la riforma del lavoro "modifica il sistema in più punti ma, a nostro giudizio, non sempre in modo convincente". Squinzi boccia l'ipotesi di una legge sulla cogestione. "In quattro mesi di confronto - sottolinea - con le parti sociali il governo non ha mai dichiarato l'intenzione di voler chiedere al Parlamento una delega sui temi della cosidetta 'democrazia economica', cioè sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione dell'impresa. A sorpresa scopriamo, tra gli emendamenti approvati dal Senato, una norma che delega al governo la disciplina in materia. Su questi temi voglio dire con chiarezza che siamo assolutamente contrari a ogni imposizione per legge di forme di cogestione o codecisione".
