Due fratelli, un albergo, una bambina e un’idea. Sono gli ingredienti che hanno reso possibile la nascita di Jobberone, il network gratuito che unisce domanda e offerta di lavoro. L’idea è venuta a Holliver e Patrick Mayer, due fratelli nati a Brescia ma di madre tedesca, e gestori del Grand Hotel Fasano sul Lago di Garda.
Nell’hotel a 5 stelle la famiglia lavora a tempo pieno da tre generazioni avvalendosi dell’aiuto di un centinaio di collaboratori stagionali. “Ogni anno dovevamo cambiare il 60% del personale e ci affidavamo alla ricerca su internet”, dice a Tgcom24 Holliver, oggi amministratore delegato del gruppo. “Ci siamo imbattuti in siti a pagamento che rendevano disponibili anche 200 curricula da visionare. Ma la maggior parte dei cv erano di persone non più interessate o addirittura defunte. Questi gruppi presentano un elevato numero di candidati per giustificare il costo che le aziende pagano per essere iscritte al loro servizio”.
Una sera mentre cerca di far addormentare la figlia Livien ad Holliver viene l’idea di Jobberone. “Ci si iscrive, si carica il proprio profilo e si attende l’offerta di un’azienda”, spiega Mayer. “In tempo reale il sistema incrocia la domanda e l’offerta senza visualizzare le candidature scadute. Non è un modo per fare soldi in rete ma un metodo per risolvere un problema comune a molti imprenditori e lavoratori”. Oggi gli utenti del sito sono 10mila e i follower su twitter, così come i like su Facebook, aumentano di giorno in giorno.
La prossima settimana Jobberone avrà anche un'applicazione gratuita sull’Apple Store. Una volta che il dispositivo avrà individuato dove si trova l’utente, saranno visibili sulla mappa tutti i lavori disponibili nelle vicinanze. Tra le intenzioni del network c'è anche quella di creare un servizio di SOS messaggi e dare vita ad una community che provvederà anche a scambiarsi servizi per urgenze di ogni tipo.
Oltre ai due fratelli Mayer il gruppo è formato da quattro programmatori che curano i blog e la parte social. Sono loro i primi a visionare i messaggi e le lettere inviate da persone disperate alla ricerca di lavoro. “Ci scrivono persone che a 50 anni sono state licenziate e non sanno più che fare. O anche trentenni che cercano un impiego per uscire di casa ed essere indipendenti. Questi casi particolari li seguiamo più da vicino. Sperando che il nostro sito possa aiutarli”.
