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Electrolux smentisce i sindacati:
"Il taglio sarà di 130 euro al mese"

In un comunicato l'azienda svedese puntualizza il suo piano dopo l'allarme lanciato dai sindacati, che parlavano di una riduzione di stipendio di quasi il 50%. Tavolo di confronto al ministero

- Dopo le polemiche scatenatesi lunedì, Electrolux ha emesso una nota per precisare i dettagli delle proposte avanzate ai sindacati. E' prevista "una riduzione di tre euro all'ora. In termini di salario netto questo equivale a circa l'8% di riduzione, cioè a meno di 130 euro al mese" spiega l'azienda svedese. I sindacati avevano parlato, tra le altre cose, di salari ridotti dagli attuali 1.400 euro a 800/900 euro.

 

 

 

 

 

 

 

    Nel corso dell'incontro a Mestre, prosegue l'azienda, "è stata anche avanzata l'ipotesi di raffreddare l'effetto inflattivo del costo del lavoro, responsabile del continuo accrescersi del gap competitivo con i paesi dell'est Europa, attraverso il congelamento per un triennio degli incrementi del contratto collettivo nazionale di lavoro e degli scatti di anzianità. Ovviamente l'azienda ha dato piena e ovvia apertura a considerare altre forme di riduzione del costo del lavoro con minori o, se possibile, nulle conseguenze sui salari".

    Nella nota si ribadisce inoltre che "il regime di sei ore assunto come base per tutti i piani industriali è da considerarsi con applicazione della solidarietà, come da accordi sottoscritti e dei quali si auspica il prossimo rinnovo".

    Zanonato convoca le parti al ministero - Mercoledì alle 15 il caso sarà sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico, presieduto da Flavio Zanonato (il quale ha assicurato che lo stabilimento di Porcia "non chiude"), alla presenza anche del presidente del Consiglio. Alla riunione prenderanno parte l'amministratore delegato di Electrolux Italia e responsabile di tutti i siti europei della multinazionale, Ernesto Ferrario, i presidenti delle Regioni interessate al futuro degli stabilimenti italiani del Gruppo svedese (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna) e le organizzazioni sindacali.

    La protesta nel Milanese - Intanto circa 500 lavoratori della Electrolux di Solaro, nel Milanese, sono in presidio con bandiere e striscioni davanti ai cancelli dell'azienda per lo sciopero indetto dai sindacati. "Si tratta - spiegato Alberto Larghi, della Fiom-Cgil - della prima risposta dei lavoratori alle proposte provocatorie e irricevibili dell'azienda".

    Sciopero anche a Pordenone - Anche allo stabilimento di Porcia, in provincia di Pordenone, i lavoratori Electrolux scioperano per l'intera giornata, con un presidio ai cancelli per evitare l'ingresso degli impiegati e delle merci. E durante l'assemblea dei lavoratori, i sindacati hanno espresso la volontà di alzare il livello dello scontro, con blocchi alla piattaforma logistica e altre azioni di disturbo alla normale produzione.

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