biografia per immagini

L’ultimo ruggito della tigre

Un’appassionante biografia per immagini di Emilio Salgari

01 Mag 2012 - 15:24
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 © Ufficio stampa

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I “romanzi a fumetti” costituiscono una delle esperienze più interessanti dal punto di vista artistico e più in generale culturale di questi ultimi anni, perché hanno introdotto un nuovo stile di comunicazione ed un nuovo modo di raccontare storie. Un esempio notevole in questo senso è costituito dal recente libro di Paolo Bacilieri, Sweet Salgari una splendida biografia per immagini di Emilio Salgari (1862-1911).

(1862-1911). Una biografia affettuosa e quasi familiare, in cui l’autore (per altro conterraneo di Salgari), mostra una sofferta e partecipata pietas nei riguardi del suo eroe. Ma insieme una ricostruzione oggettiva e documentata, in cui Bacilieri dimostra di aver letto a fondo i testi e di conoscere gli snodi principali della biografia dello scrittore veronese. Dal punto di vista della narrazione, l’attenzione di Bacilieri è puntata soprattutto sull’ultima giornata dello scrittore veronese che, non potendo più sopportare un’esistenza fatta di sacrifici e tribolazioni, decide di togliersi la vita a Torino il 25 aprile 1911. Mescolando abilmente immagini e parole, Baccilieri descrive dunque il viaggio di Salgari, verso la terra del non ritorno. Da questa specie di buco nero prende l’avvio la storia, che si dipana secondo alcune regole compositive ben calibrate, attraverso delle pagine disegnate con grande abilità e rara bellezza. Il lettore salgariano intuisce da subito quale potrà essere la soluzione finale, il precipitare degli eventi; e tuttavia l’abilità di Bacilieri sta nel differire la conclusione, riempiendola di contenuti e di aspettative. Per ottenere ciò egli inserisce nella narrazione dei flash back, che ricapitolano alcuni dei momenti più significativi della vita di Salgari, con veloci passaggi di luogo, da Torino a Verona a Genova e infine di nuovo nel capoluogo piemontese. L’autore costruisce dunque una macchina complessa, in cui si intersecano contemporaneamente almeno tre linee narrative: il cammino allucinato eppure dignitosissimo di Emilio verso la morte; il viaggio a ritroso nel tempo, ad un ritmo diventato più rapido ed incalzante, in cui si attraversano i luoghi dell’esistenza di Salgari; infine la ricapitolazione delle esperienze più importanti della sua vita.

Tutto ciò non esaurisce però la ricchezza del testo proposto in Sweet Salgari, perché Bacilieri ci offre anche un’altra lettura, decisamente affascinante. Il libro incomincia infatti con in primo piano il grande fiume che attraversa Torino (sullo sfondo domina infatti il profilo verticale della Mole Antonelliana), ma all’inizio della pagina, in alto, scorre l’incipit del romanzo I misteri della jungla nera e l’esperimento sarà più volte ripetuto con altre opere nelle pagine successive. Si tratta in fondo di semplici didascalie, che hanno però un valore fortemente evocativo, proponendo in continuazione il rapporto, davvero cruciale in Salgari, tra biografia e opera, scrittura e invenzione: non a caso Emilio muore invocando il suo alter ego Yanez, l’amico della tigre della Malesia, Sandokan: l’eroe della nostra adolescenza.

Paolo Bacilieri, Sweet Salgari, Coconino Press-Fandango, Bologna-Parigi, 2012, 17 euro, pp. 156.