A Palazzo Reale un percorso di 50 opere per scoprire la nascita del paesaggio moderno nella pittura del '500.
Una serie di capolavori di Bassano, Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Giorgione, Palma il Vecchio, Tintoretto, Tiziano, Veronese, provenienti da alcuni dei maggiori musei americani (Museum of Fine Arts di Houston, Institute of Arts di Minneapolis, Art Museum of Princeton University) ed europei (National Gallery di Londra, Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda, Szépmüvészeti Múzeum di Budapest, Gallerie dell’Accademia di Venezia, Galleria degli Uffizi di Firenze), complessivamente 37 diversi prestatori da tutto il mondo.
La “Crocifissione nel paesaggio” di Giovanni Bellini e “La prova del fuoco” di Giorgione con “La sacra conversazione” di un giovane Tiziano danno il là alla mostra, curata da Mario Lucco (da un progetto ideato da Tekne International), si propone di farci scoprire come grazie ad un periodo di pace il Veneto fu la regione che per prima scoprì il paesaggio come rappresentazione di un incontro fra l’uomo e la natura e il suo modificarsi nel tempo, cambiandone la funzione.
Il paesaggio si ispira al libro più letto dell’epoca: “Le metamorfosi” di Ovidio, in un incontro fra uomo e mito e il suo rapportarsi alla natura. In quegli anni, fra la fine del '400 e il primo '500, Jacopo Sannazzaro componeva e pubblicava l’Arcadia, uno dei capolavori della letteratura italiana, la cui prima edizione del 1504 è esposta a Palazzo Reale.
Una nuova felicità del vedere, testimoniata dagli altri dipinti di Tiziano come “L'Orfeo e Euridice”, “La Nascita di Adone”, “Tobiolo e l'angelo” e “L'adorazione dei pastori”.
La parola paesaggio compare per la prima volta nel 1552, in una lettera di Tiziano all’imperatore Filippo II. Il paesaggio con Tiziano da sfondo si trasforma, si idealizza, diventa una rappresentazione cromatica e poetica.
L’arrivo dei pittori nordici a Venezia sposta la visione prima su una carica sentimentale nella descrizione di albe, tramonti e natura incontaminata, successivamente appaiono incendi, echi d’armi e terremoti.
La mostra si chiude con un tributo a Tiziano bambino, che spreme fiori per ricavarne pigmenti per la sua prima opera, in un improbabile paesaggio dello scozzese William Dyce, pittore preferito dalla regina Vittoria.
La mostra, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, promossa dal Comune di Milano-Cultura, Moda, Design e Palazzo Reale, in collaborazione con Civita e GAmm Giunti, con il patrocinio del FAI, cui si deve il recentissimo restauro della Villa dei Vescovi di Luvigliano di Torreglia (PD), ideata ed edificata tra il 1535 e il 1542, fantastica realizzazione in un capolavoro di architettura del nuovo spirito della natura di cui l’esposizione è descrizione puntuale.
Tiziano e la nascita del paesaggio moderno
dal 15/02/2012 al 20/05/2012
orari: lunedì h 14.30 – 19.30; martedì, mercoledì, venerdì, domenica h 9.30 – 19.30; giovedì e sabato h 9.30 – 22.30; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
biglietti: Intero € 9,00; ridotto € 7,50 gruppi di almeno 15 persone, visitatori oltre i 60 anni, minori da 6 a 18 anni, studenti fino a 26 anni, portatori di handicap, soci Touring Club, militari, forze dell’ordine non in servizio, insegnanti, altre categorie convenzionate.
Ridotto speciale € 4,50 gruppi di studenti delle scolaresche di ogni ordine e grado, gruppi organizzati direttamente dal Touring Club.
catalogo: GAmm Giunti, pagine 272, Prezzo: € 42,00
www.mostratiziano.it
Palazzo Reale
Piazza Del Duomo 12
20122 MILANO
T. +39 02875672 - www.comune.milano.it/palazzoreale/
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Tiziano Vecellio, Nascita di Adone, olio su tavola, ante 1511, Padova, Musei Civici, Museo d'Arte Medievale e Moderna
