CONSIGLI PER L'ACQUA

Giardini senz'acqua

10 Apr 2012 - 14:08
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 © Getty

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Se poi te la senti di essere un po’ “talebano” nel­la tua guerra santa contro lo spreco d’acqua, su www.giardinaggio.it puoi trovare anche i consigli per creare un giardino che abbia bisogno di po­chissima acqua: in questo modo lo spreco sarà ridotto al minimo e inoltre potrai assentarti da casa per periodi di tempo anche lunghi senza doverti preoccupare delle piante.

Per esempio scegliendo alberi ad alto fusto: questi sviluppano un grande apparato radicale che, crescendo, raggiunge profondità elevate. In tal modo gli alberi dei bo­schi e dei parchi sono in grado di sopravvive­re soltanto con l’acqua ricevuta dalle precipita­zioni, poiché in caso di siccità possono cercare l’acqua che viene im­magazzinata dal suolo in profondità.

Per questo motivo la maggior parte degli alberi può sopravvivere senza problema alcuno e anche senza cure, pure durante estati torride, con preci­pitazioni scarse o nulle. Quindi pure pini, cedri, ca­talpe, pioppi, platani, robinie, querce e molte altre specie di alberi si coltivano anche in giardino senza necessità di annaffiature, sviluppandosi rigogliosa­mente di anno in anno e donando anche refrigerio dal caldo sotto l’ombra delle loro chiome.

Anche gran parte delle palme sopporta senza pro­blemi la siccità, causata dalla scarsità di piogge o dal vento. Le piante da siepe possono svilup­parsi accontentandosi delle piogge e altrettanto possono fare i viburni, gli ilex, l’aucuba, gli olivelli spinosi, gli ulivi, i ginepri, le alte tamerici. Lo stes­so vale per alcuni rampicanti, come la vite, il tra­chelospermum e la passiflora. Ricorda però che queste piante sopportano la siccità solo se il loro apparato radicale è ben sviluppato quindi i gio­vani esemplari da poco a dimora necessitano di annaffiature durante i mesi caldi e siccitosi, da fornire quando il terreno è ben asciutto, evitando gli eccessi.

Le piante che in natura nascono in luoghi aridi o ventosi hanno poi svi­luppato caratteristiche fisiche che impediscono o limitano l’evaporazione dell’acqua attraverso il fogliame, e quindi possono sopportare periodi di siccità, anche molto prolungati.

Le caratteristiche fisiche di cui sopra sono facil­mente riscontrabili a occhio nudo: alcune sono quelle tipiche delle piante succulente, ovvero fu­sti spessi e carnosi, fogliame assente o ridotto a spine, lanugine; altre sono proprie di arbusti, pe­renni e annuali, quindi fogliame coriaceo (spesso ricoperto da una peluria o lanugine che lo rende di colore grigio-verde), sviluppo basso e radente al suolo.

La maggior parte delle piante che ha sviluppato queste caratteristiche può non necessitare di an­naffiature e, nonostante la carenza di acqua, si sviluppa al meglio: ricordiamo le perenni a foglia grigia, come salvia, rosmarino, cisto, assenzio; buona parte delle succulente resistenti al freddo, come lewisia, sempervivum, portulaca, tradescan­tia, yucca, lychnis, asclepias. Si tratta di piante che possiamo porre a dimora nel nostro giardino senza doverle necessariamente annaffiare, anche duran­te l’estate più torrida e siccitosa.