Tensioni in maggioranza, scontro tra Orfini e Alfano su Torrisi
Il presidente del Pd accusa Ap e Mdp di tradimento. la replica del leader di Alleanza Popolare: "Abbiamo capito il giochino e non ci stiamo. Se qualcuno vuole le elezioni anticipate lo dica. Torrisi fuori da Ap"
Non si placano le tensioni in maggioranza dopo l'elezione di Salvatore Torrisi alla presidenza della commissione Affari costituzionali in Senato. E se da una parte Matteo Orfini, reggente del partito, grida al tradimento e rispedisce al mittente le accuse al Pd, dall'altra il leader di Ap, Angelino Alfano, non ci sta. E definendo "surreali" le parole di Orfini, chiarisce: "Se qualcuno cerca pretesti per far cadere il governo, lo dica chiaro".
"Ricapitoliamo - scrive Orfini su Facebook -: ieri alcuni senatori di maggioranza hanno votato insieme alle opposizioni e contro il Pd nell'elezione del presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato. Ovvero quella che -tra le altre cose- dovrà occuparsi di fare la legge elettorale. Lo hanno fatto di nascosto, senza aver prima manifestato perplessità o difficoltà sulla proposta di maggioranza che era in campo".
"Appena terminata la votazione - prosegue il presidente del partito - il Pd ha spiegato che quanto accaduto era grave. E che il problema non poteva essere minimizzato, dato che dobbiamo portare a termine la legislatura e fare la legge elettorale. La reazione delle forze politiche che hanno creato l'incidente (e anche di qualche non lucidissimo opinionista) è stata di dire che il Pd aveva messo a rischio la stabilità. In sintesi: si costruisce un'operazione del genere, lo si fa in segreto, lo si fa contro il Pd e poi si dice che è colpa del Pd. Siamo oltre le fake news. Siamo al dadaismo", afferma Orfini.
E in un'intervista a La Stampa, Orfini parla, nemmeno troppo velatamente, di tradimento: "Due pezzi importanti della maggioranza hanno votato contro un accordo preso e contro il principale partito della maggioranza, senza dirlo, a voto segreto, con un'intesa sottobanco con le opposizioni". E riferendosi a Mdp e Ap spiega che "sia da parte degli scissionisti, sia da altre parti, è venuta meno la lealtà nella maggioranza. Possono anche negarlo, ma parlano i numeri. Faccio notare che non hanno mai detto di aver votato Pagliari".
Alfano però non ci sta, e reagisce stizzito: "Da Orfini ho sentito parole surreali. Siccome non siamo nati ieri e abbiamo capito il giochino, dico che non ci stiamo. Se qualcuno cerca pretesti per far cadere il governo e andare al voto lo dica chiaro e si assuma la responsabilità di chiedere elezioni anticipate".
Il ministro degli Esteri prosegue sottolineando che "se c'è stata una frana nella maggioranza in commissione Affari Costituzionali, il Pd invece di attaccare gli altri dovrebbe chiedersi perché questo è accaduto. Noi siamo leali, l'elezione di Torrisi è stata decretata con un risultato di 16 a 11 rispetto al candidato Pd, che i nostri due senatori, Torrisi compreso, hanno votato. Se così non fosse stato l'esito della consultazione sarebbe stato 18 a 9. Detto questo, chiedere a Torrisi di rinunciare alla presidenza e' il massimo che possiamo fare".
Una presa di posizione indigesta a Torrisi, secondo il quale l'intervento di Alfano è "irrituale e inconcepibile, manco il partito comunista sovietico faceva queste cose. Sono seriamente preoccupato per Alfano". E la reazione del leader del partito non si è fatta attendere: "Prendo atto della scelta del senatore Torrisi. Amen. Ha scelto la sua strada. La nostra è diversa: il senatore Torrisi non rappresenta Ap al vertice della commissione Affari Costituzionali".
Torrisi, da parte sua, ha replicato sottolineando che "non ci penso proprio a lasciare il gruppo. Forse Alfano parlava del partito. E il gruppo è una cosa e il partito un'altra. Ma nella riunione di ieri tutti i colleghi del gruppo mi hanno espresso solidarietà. Quindi io per il momento resto qui, non me ne vado".
