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Regionali, Nello Musumeci è il nuovo governatore della Sicilia

"Sarò il presidente di tutti", afferma. Il centrodestra strappa così la vittoria al M5s, che con Giancarlo Cancelleri ha ottenuto il 34,65% dei consensi, divenendo il primo partito dellʼArs

Nello Musumeci ci riprova e vince, anche se di misura. Il candidato del centrodestra governerà la Regione Sicilia, sfiorando il 40% dei voti, e battendo dopo un lungo testa a testa il pentastellato Giancarlo Cancelleri, che con i suoi 34,65% dei consensi, consegna al Movimento 5 Stelle lo scettro di primo partito dell'Ars siciliana. Tonfo invece per il Pd di Renzi, che con Fabrizio Micari arriva al 18,59% e ottiene il peggior risultato sul territorio.

Il Pd infatti con il "modello Palermo", quindi con la grande coalizione che comprende anche Alternativa popolare di Angelino Alfano (che supera la soglia nazionale del 3%, ma vede praticamente dimezzato il bottino di voti sulla carta portato in "dote"), si allontana da quel 13% del 2012 quando, appoggiando Rosario Crocetta, aveva conquistato palazzo d'Orleans. La ridiscesa in campo di Claudio Fava non sbanca, il candidato di Mdp supera di poco il 6%.

Le larghe intese, in prospettiva quindi delle elezioni politiche di primavera che saranno regolate dal Rosatellum, falliscono miseramente, mentre vince la ricetta della grande coalizione, con il Movimento 5 Stelle che cresce (nel 2012 si era fermato al 18,17%) e che diventa il vero avversario da battere. Resta fermo invece l'astensionismo, con oltre il 53,24 % degli aventi diritto che hanno deciso di disertare le urne.

Sicilia, Nello Musumeci sfiora il 40%: il centrodestra conquista lʼisola

"Dobbiamo combattere per la nostra terra. Voglio essere e sarò il presidente di tutti i siciliani, di chi mi ha sostenuto, di chi ha legittimamente deciso di votare altri candidati e di chi addirittura ha deciso di non partecipare al voto", dice Musumeci commosso davanti al suo comitato a Catania. Secondo il neo governatore ora "bisogna recuperare l'oltre 50% dei siciliani che ha deciso di non andare a votare. Ora bisogna restituire alla politica credibilità e autorevolezza". Musumeci ci crede "la Sicilia ce la può fare", strappando al suo quartier generale l'ovazione.

"Questa è una vittoria contaminata dagli impresentabili e dai media che non ne hanno parlato. Qualcuno spieghi ai siciliani da dove provengono le (tantissime) preferenze di Genovese jr. Noi l'abbiamo denunciato. Ho chiamato la Commimssione Antimafia che ancora non ha pubblicato i nomi", afferma invece Cancelleri che può vantarsi del fatto che "il M5S è la prima forza politica di questa Regione e di questo Paese" e questo avrà tutto il suo peso quando seggi alla mano si dovrà constatare che l'assemblea non ha una vera e propria maggioranza.

Non nasconde la sua delusione Fabrizio Micari, che imputa il terzo posto alla spaccatura del centrosinistra. "Con la divisione della sinistra il messaggio che è passato è stato che la sinistra era fuorigioco e la partita era già chiusa. Nel 2012 la destra si è divisa e ha vinto Crocetta, questa volta ci siamo divisi noi e hanno vinto loro". Secondo il rettore universitario "è una divisione che con la sinistra non c'entra nulla, è una divisione romana fatta contro Renzi fatta sulla pelle dei siciliani". E poi anche lui attacca Pietro Grasso: "Io non voglio parlare di coraggio, per carità, ma Grasso ha determinato due mesi di ritardo nelle decisioni. Il tira e molla 'Grasso sì, Grasso no' ci ha tenuti fermi per due mesi ed erano importanti. Io ho iniziato il 10 settembre e ottenere in 50 giorni questo risultato è importantissimo, con queste condizioni".

L'altra sponda della sinistra replica con amarezza: "Quello sulla presidenza non è il risultato che ci saremmo aspettati, c'è stata una corsa al voto utile. Avremmo preferito maggior rispetto nei confronti degli elettori. Non abbiamo gradito che l'unico punto su cui hanno insistito i dirigenti Pd sia stato quello di non votare Claudio Fava". Il voto in Sicilia, aggiunge Fava, "conferma una proposta politica in cui tutte le proposte e i linguaggi della sinistra si ritrovano in un progetto condiviso e senza bandiere separate".

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