Referendum, Alfano: "Pronti a valutare rinvio della data elettorale"
Forza Italia risponde all'appello del ministro: "Una follia", secco no all'ipotesi slittamento anche da Salvini, mentre Grillo avverte: "Non usate i terremotati per fini politici"
Il governo non ha nessuna intenzione di far slittare il referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre. Un'apertura a un rincio era arrivata dal ministro dell'Interno Alfano: "Qualora una parte dell'opposizione fosse disponibile, sono convinto che sarebbe un gesto da prendere in altissima considerazione", aveva detto il leader di Ncd, commentando la possibilità di posticipare la consultazione in seguito al sisma. Fonti di Palazzo Chigi hanno però subito smentito ogni ipotesi di slittamento.
La data non si cambia, dicono dalla sede dell'esecutivo. Con le stesse fonti che sottolineano: "Ne è dimostrazione l'agenda di Renzi. Il premier sarà giovedì sera alle 21 a una manifestazione di campagna elettorale a Padova".
Grillo: "Rinvio sarebbe insopportabile" - Renzi "ci lasci votare, un ulteriore rinvio sarebbe insopportabile. Non azzardatevi, dovete rispettare i vostri datori di lavoro". Così Beppe Grillo sul suo blog sulle ipotesi di rinvio del referendum. "Renzi ha smentito ma pare che fino a ieri supplicasse Berlusconi di aiutarlo a rinviare ed è noto che la sua parola vale meno di zero. Gli italiani vogliono votare e vogliono che il loro voto venga rispettato". Poi ha concluso: "Il premier si ricordi di fare quanto promesso non appena arriveranno i risultati del referendum".
L'appello di Alfano - Il ministro dell'Interno aveva addirittura lanciato un appello a Berlusconi, parlando ai microfoni di Rtl 102.5, perché Forza Italia desse la sua "disponibilità allo spostamento della data". Il ministro aveva comunque precisato che sull'eventuale richiesta di spostamento della data "parlo a livello personale come capo del mio movimento, e credo che una richiesta di questo tipo non potrà non essere presa in considerazione" in seguito al nuovo sisma che ha colpito il centro Italia pochi giorni fa.
"E' chiaro che sul piano della polemica pubblica è una fatica parlare oggi del referendum. Non è facile discutere le ragioni del Sì e del No quando ci sono migliaia di sfollati".
No di Salvini - Secco no all'ipotesi dalla Lega, con Matteo Salvini che avverte: "La maggioranza e il governo sono indietro nei sondaggi e vogliono così tentare di recuperare consensi. Al governo non interessa nulla del referendum in sè. E se proprio vuole essere serio, beh, allora cominci con l'avviare un'esenzione fiscale totale per cittadini e imprese che hanno perso tutto sotto le macerie".
Solo due giorni fa Matteo Renzi aveva detto che a rinviare l'appuntamento del 4 dicembre non ci pensava proprio, ma secondo il "Fatto" avrebbe mandato in avanscoperta Gianni Letta e Fedele Confalonieri per sondare le posizioni di Berlusconi sull'eventuale rinvio. Con il leader azzurro che però avrebbe replicato di essere contrario a ogni spostamento.
Brunetta: rinviarlo da folli, Fi dice no - Arrivano altri no all'ipotesi di rivio. "In merito all'assurda ipotesi su un fantomatico rinvio del referendum confermativo, già fissato per il prossimo 4 dicembre, la posizione di Forza Italia è chiara e cristallina: rinviare la consultazione costituzionale sarebbe da folli e irresponsabili. Non siamo disponibili a prendere in considerazione ipotesi che vanno annoverate sotto la voce fantapolitica". Lo afferma Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia.
Toti: rinvio sarebbe sbagliato e nocivo - "L'Italia è paralizzata da mesi da una campagna elettorale permanete voluta dal governo su queste riforme: è giunto il momento che gli elettori si esprimano. E poi... Tre Governi non eletti... Referendum da rinviare... voto delle Province cancellato: ma i cittadini hanno ancora diritto di dire la loro?". Lo scrive su Facebook Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi.
