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Manovra, la web tax slitta al 2019: spariscono le risorse per avviare altri progetti

Si volatizza così "tesoretto" che avrebbe consentito interventi come il bonus mobili per le giovani coppie e lʼinnalzamento della soglia di reddito per i figli a carico

Via libera della commissione Bilancio del Senato alla web tax. L'emendamento alla manovra è stato approvato corredato dalla relazione tecnica, da cui si evince che il gettito atteso dalla nuova imposta al 6% sulle transazioni digitali è pari a 114 milioni di euro annui a partire dal 2019, anno di entrata in vigore.

Sparisce il tesoretto per altri interventi - La web tax slitta quindi al 2019 portando con sé il "tesoretto" di gettito atteso dai parlamentari per introdurre nella legge di bilancio nuove modifiche bisognose di coperture.

Molti nodi su cui si giocano importanti partite politiche, a partire dal superticket, erano state di fatto già rinviate alla Camera proprio per l'attuale mancanza di risorse. La scomparsa del gettito atteso l'anno prossimo dalla web tax (114 milioni secondo le stime) manda quindi in fumo anche altri progetti, come ad esempio l'innalzamento della soglia di reddito entro la quale i figli sono considerati a carico della famiglia, la proroga del bonus mobili alle giovani coppie, o l'estensione, per quanto parziale, della cedolare secca agli affitti commerciali.

La necessità di rinviare l'appliccazione della web tax - La norma sulla web tax, ha spiegato Mucchetti, è stata revisionata per estenderne lo spettro, ma proprio per questo, "perché funzioni e non debba essere modificata dopo pochi mesi", necessiterà di più tempo per essere messa a punto nel dettaglio. La riformulazione estende potenzialmente l'imposta a tutti i tipi di attività, business to business e business to consumer, ma spetterà al ministero dell'Economia, con apposito decreto da emanare entro il 30 aprile 2018, definire nello specifico "le prestazioni di servizi" a cui applicare l'aliquota del 6%.

Le altre novità - Nella giornata contro la violenza sulle donne, il Senato ha intanto voluto dare un segnale approvando all'unanimità in Commissione il finanziamento del fondo per gli orfani di femminicidio, con una dotazione di due milioni e mezzo l'anno per il triennio 2018-2020. Un emendamento di Ala, riammesso tra i votabili, estende invece agli immobili non residenziali il maxi-condono edilizio varato da Berlusconi nel 1994.

Bonus bebè prorogato interamente per tutto il 2018, solo a metà nel 2019 - La proroga del bonus bebè sarà completamente finanziata per il 2018, con coperture pari a 185 milioni di euro, mentre per il 2019 e il 2020 le risorse finora individuate ammontano alla metà circa di quanto inizialmente previsto: 200 milioni l'anno anziché 403. E' quanto emerge a margine dei lavori sulla manovra della Commissione Bilancio di Palazzo Madama. L'accordo con Ap "è chiuso", ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, ringraziando gli alleati di Alternativa popolare "per l'intelligente collaborazione".

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