per i consiglieri del vento

"Fuori busta" da 2100 euro al mese per i consiglieri regionali del Veneto

Sarebbero prelevati dal "fondo di riserva per le spese straordinarie"

25 Set 2012 - 15:57
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 © Regione Veneto

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In un momento di crisi economica, i costi della politica sono uno tra gli argomenti più sensibili per l’opinione pubblica. In questi giorni, gli scandali della Regione Lazio e della Campania hanno messo al centro dell'attenzione i bilanci dei Consigli regionali di tutte le regioni, Nord incluso.

Secondo quanto riferisce “Il Gazzettino”, infatti, alla Regione Veneto, i sessanta consiglieri prenderebbero un fuori busta da 2100 Euro, completamente esentasse elargito in quanto rimborso spese forfettario.Il meccanismo à completamente legale. I soldi vengono prelevati dal fondo di riserva per le spese straordinarie che, secondo il bilancio di previsione 2012, dovrebbe poter contare su 4 milioni di euro. I fondi, poi, vengono elargiti ai gruppi che, con un bonifico, vengono li recapitano ai singoli consiglieri.

La Regione Veneto sostiene che il finanziamento ai gruppi sia sceso dai 5,6 milioni del 2011 ai 4,7 previsti per il 2012 e che lo stesso sia accaduto per quanto riguarda le spese per le indennità. Ma un fuori onda del 22 agosto,su una Tv privata di Clodovaldo Ruffato, PdL, presidente del Consiglio regionale, ha gettato un po' di luce sul meccanismo dei fuori busta. Il Consigliere aveva detto: “Lo stipendio è di 6.700 euro, a parte i soldi del gruppo” .

Lo stipendio di un Consigliere regionale veneto è composto così: la paga base (7.600 euro prima dei tagli) più le varie indennità di funzione che variano a seconda della carica che si ricopre in Consiglio, la diaria, di 2.250 Euro più una quota prevista in base alle presenze e, poi, il rimborso spese secondo tariffario Aci anche se si raggiunge Venezia in treno. Ufficialmente non esistono rimborsi forfettari al netto dei quali, comunque, l’indennità dei consiglieri costa al contribuente Veneto 21,2 milioni di euro l'anno, come indicato alla voce “Spese per le indennità di carica e di missione spettanti ai componenti del Consiglio regionale” del bilancio di previsione 2012.

L’idea di un fuori busta, come riporta “Il Gazzettino”, è stata discussa durante l’ufficio di presidenza del 22 marzo che stabilisce come, dal 1 aprile, il rimborso forfettario non debba apparire in busta paga, ma possa figurare come rimborso delle spese per la partecipazione ad attività di cui all’art. 3, quando le stesse si svolgano in località diverse dal capoluogo regionale o dal comune di residenza del consigliere, come recita l’articolo 5 della Legge regionale 56 del 1984. In pratica, questo significa che, ai 4,6 milioni di euro stanziati dalla Regione per il sostegno economico dei gruppi consiliari, se ne aggiungono 1,8 che, esentasse, se ne vanno nei 60 conti corrente dei consiglieri regionali veneti.

Eppure, secondo qualche consigliere, una riduzione dello stipendio, in effetti, ci sarebbe stata. Gennaro Marotta, Idv, al “Gazzettino” assicura: “La mia paga, nel settembre 2010, era di 9100 euro netti, nel settembre 2012 di 8.300 euro. Compresi i 2.100 di rimborso”.