Lavoro, la riforma reintroduce il reintegroIn arrivo la stangata su biglietti aerei e affitti
Dall'apprendistato all'assicurazione sociale, ecco tutte le novità del ddl. Arriva il fondo a sostegno del reddito per gli over 58. Così cambia il mercato con le nuove misure
© LaPresse
Torna la possibilità di reintegrare il lavoratore in caso di licenziamento economico illegittimo. Altrimenti, scatta l'indennità tra le 12 e le 24 mensilità (in origine erano 15-27). Una modifica sostanziale nella riforma del mercato del lavoro, che ha ormai preso la sua forma definitiva. Il disegno di legge, visto ieri da Napolitano, passa ora alle Camere.
Una riforma che costa 2 miliardi di euro
Gli oneri della riforma del mercato del lavoro sono valutati in 1.719 milioni per il 2013, 2.921 milioni per il 2014, 2.501 per il 2015 per scendere poi a regime, negli anni successivi, poco sopra i 2 miliardi (dal 2021 a 2.225 milioni). La stima si legge nel testo del ddl, pubblicato sul sito del ministero del Lavoro.
Auto aziendali, risorse anche dal taglio delle deduzioni
Una parte delle risorse per finanziare il disegno di legge verrà poi dal taglio delle deduzioni per l'uso delle auto aziendali. E' previsto infatti un taglio delle deduzioni dal 40% al 27,5% per le auto utilizzate nell'esercizio di imprese, arti e professioni.
Rc Auto, stretta sulla deduzione della tassa salute
Arriva poi una stretta sulla deduzione riconosciuta sulla tassa al servizio sanitario nazionale, pari al 10,5%, che si applica sulle assicurazioni Rc auto. La deduzione scatterà solo per gli importi che superano i 40 euro (quindi per assicurazioni da 402 euro). La nuova norma si applica già sui pagamenti del 2012.
Affitti, stangata in arrivo per chi non applica la cedolare
I proprietari degli immobili che non applicano la cedolare devono prepararsi a una stangata. Una delle norme poste a copertura del ddl lavoro riduce infatti da 15 a 5% lo sconto forfait oggi previsto per chi dichiara con l'Irpef i redditi derivanti dalla locazione di immobili. Di fatto l'imponibile su cui si paga l'imposta aumenta di 10 punti percentuali.
Aerei, due euro in più sulla tassa di imbarco
Dal primo luglio 2013 l'addizionale comunale sui diritti d'imbarco di passeggeri sugli aerei aumenterà di due euro, come dice una delle misure poste a copertura del ddl. Le entrate che arriveranno dall'aumento della tassa "saranno versate all'Inps".
Ed ecco tutti i punti di una riforma che cambierà il volto del lavoro in Italia.
Apprendistato di tre anni
L'apprendistato viene considerato il canale privilegiato per accedere al lavoro. Il contratto ha la durata minima di sei mesi e il rapporto tra apprendisti e maestranze sale a tre ogni due (era di uno a uno). Al termine dei tre anni l'apprendistato diventa automaticamente un contratto a tempo indeterminato, se il datore di lavoro vuole tenersi il giovane formato.
Parite Iva da regolarizzare entro un anno
Le imprese avranno tempo dodici mesi dall'entrata in vigore della nuova legge per regolarizzare le false partite Iva, trasformandole in contratti dipendenti. Tre i requisiti per regolarizzare: una collaborazione che dura da più di sei mesi nell'arco dell'anno e che determina più del 75% dei ricavi del lavoratore e la postazione del lavoro nella sede del committente. Nel caso in cui si verifichino almeno due di queste condizioni il rapporto di lavoro viene considerato coordinato e continuativo e non autonomo e occasionale. Il rinvio di un anno è stato chiesto, e ottenuto, dalle imprese.
Contratti a termine, primo stop possibile senza giustificazione
Cambiano le norme per i rapporti a termine. Il primo contratto a tempo determinato di durata inferiore ai sei mesi potrà essere chiuso senza indicare il motivo. "Una liberalizzazione importante che toglie burocrazia", dice il ministro Elsa Fornero. Dopo 36 mesi di contratto a tempo determinato scatta l'assunzione definitiva, e tutti i contratti a termine prevederanno contributi più alti.
Ammortizzatori, arriva l'Assicurazione sociale
Nasce con la nuova legge l'Assicurazione sociale per l'impiego, grazie allo stanziamento di risorse per 1,8 miliardi di euro e a un aumento dell'1,4% dei contributi su tutti i contratti a termine a partire dal 2013. Per accedere all'Aspi ci vuole almeno un anno di contribuzione negli ultimi 24 mesi. Per chi questi contributi non li ha c'è la mini-Aspi, destinata però solo a chi ha un contratto subordinato e non ai precari. Resteranno però esclusi dall'Aspi i lavoratori che abbiano cessato il rapporto di lavoro "per dimissioni o per risoluzione consensuale, fatti salvi i casi in cui quest'ultima sia intervenuta nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n.604", relativa alla conciliazione.
Over 58, fondo di sostegno al reddito
Per loro ci sarà un fondo di solidarietà coperto dalle aziende. Parte dell'aliquota risparmiata sull'indennità di mobilità, che con il tempo sarà abolita, sarà destinata al fondo. Il sostegno andrà a chi perderà il lavoro dopo i 58 anni e che non potrà andare in pensione fino a 66-67 anni.
E gli statali? La delega al ministro
Dopo le polemiche sull'applicazione dell'articolo 18 anche ai dipendenti pubblici, si è deciso di specificare che "le disposizioni della presente legge costituiscono principi e criteri" anche per i rapporti di lavoro nel pubblico. Ma poi si specifica che sarà il Parlamento a delegare il ministro per la Pubblica amministrazione a individuare tempi e modi per "armonizzare" la nuova normativa e le leggi che fin qui hanno regolato il pubblico.
Sanzionate le dimissioni in bianco
C'è poi una norma che punisce il fenomeno delle dimissioni in bianco delle donne per motivi legati alla maternità. Nel caso in cui la donna si dimetta o anche nell'eventualità di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro durante il periodo della maternità e fino al terzo anno di vita del bambino, occorrerà la convalida del servizio ispettivo del ministero del Lavoro. Stessa procedura per le adozioni. E ci saranno sanzioni amministrative da 5mila a 30mila euro.
