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"Non ho nulla contro gli omosessuali, anche perché più ce ne sono e minore è la competizione", ha proseguito Berlusconi. In quasi dieci pagine di intervista, pubblicata sull'edizione online della rivista, il Cavaliere ripercorre tutta la sua storia politica: dalla discesa in campo per arginare il rischio della "comunismo", al suo passato di "imprenditore" - e "non di businessman" tiene a precisare - al suo pallino fisso sui giudici.
Nel mirino di Berlusconi ci sono soprattutto i giudici costituzionali. "Qualsiasi magistrato può impugnare qualsiasi legge presso la Corte costituzionale e rovesciarla", spiega, insistendo sul fatto che di quei "15 giudici, 11 sono del centrosinistra e in grado di vanificare il lavoro di 1000 parlamentari e dell'intero governo per due anni".
"Questa è l'architettura costituzionale dell'Italia" stigmatizza nel colloquio con Philip Delves Broughton, tenuto a fine gennaio a Palazzo Grazioli. Un incontro in cui l'autore dell'intervista descrive un Berlusconi quasi "inedito": tuta, scarpe da ginnastica, più robusto di quanto appaia in tv, con le borse sotto gli occhi.
Un ex premier che sembra aver mal digerito l'uscita di scena legata a quelle accuse di non aver saputo affrontare la situazione economica del Paese che i mercati davano verso il default. "Le cose non stavano così, non erano così gravi", spiega Berlusconi nell'intervista, che poi è tornato a ricordare l'alto debito italiano ma anche la "ricchezza" delle famiglie, rilanciando il suo cavallo di battaglia del risparmio privato. "Lo Stato italiano è in debito, ma gli italiani, le famiglie e le aziende sono ricche", ha concluso il Cavaliere.







