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12.1.2012

Legge elettorale, Consulta boccia i referendum
Napolitano: "Ora tocca ai partiti e alle Camere"

Per la Corte Costituzionale i due quesiti sono inammissibili. Il Comitato promotore: "Non ci fermeremo"

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foto LaPresse
12:38 - La Corte costituzionale ha bocciato entrambi i quesiti presentati dal comitato promotore del referendum sulla legge elettorale che puntava ad abrogare la legge del 2005, il cosiddetto "Porcellum". Il primo quesito sottoposto al giudizio della Consulta chiedeva l'abrogazione totale della legge Calderoli; il secondo ne domandava l'abrogazione per parti.

Per Consulta legge elettorale va cambiata
Secondo indiscrezioni, tuttavia, secondo i giudici della Consulta la legge Calderoli non è incostituzionale ma comunque andrebbe cambiata. Nelle motivazioni che verranno depositate nei termini di legge, cioè entro il 10 febbraio, la Corte Costituzionale "solleciterebbe" comunque il Parlamento a cambiare il "Porcellum".

Napolitano: "Ora tocca ai partiti e alle Camere"
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera al Quirinale il presidente del Senato, Renato Schifani, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, per esaminare - si legge in una nota diffusa dal Quirinale - le prospettive dell'attività parlamentare, con prioritaria attenzione alle riforme istituzionali, anche nelle loro possibili implicazioni costituzionali. Si è espressa la comune convinzione - si legge ancora - che tocchi alle forze politiche e alle Camere assumere rapidamente iniziative di confronto concreto sui temi da affrontare e sulle soluzioni da concertare. In particolare, alla luce della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale nel rigoroso esercizio della propria funzione, è ai partiti e al Parlamento - conclude la nota - che spetta assumere il compito di proporre e adottare modifiche della vigente legge elettorale secondo esigenze largamente avvertite dall'opinione pubblica.


Pli: "Stupore e rabbia per scippo Consulta"
La prima reazione alla sentenza della Consulta viene dal segretario nazionale del Partito Liberale Italiano, Stefano de Luca. De Luca ha accolto "con stupore" la notizia della sentenza della Corte Costituzionale, che "ha respinto la plebiscitaria richiesta popolare di abrogazione dell'attuale legge elettorale, negando agli elettori il diritto di scegliere i propri eletti". De Luca parla di "una decisione palesemente influenzata dai tre maggiori partiti italiani, tutti schierati contro il Referendum. Il Pli - conclude - vigilerà perché allo scippo odierno non segua una finta riforma che darebbe la sensazione di un cambiamento per non cambiare realmente nulla".

Comitato promotore: "Non ci fermeremo"
Andrea Morrone, presidente del Comitato promotore, non si dà per vinto: "Questa non è la prima né sarà l'ultima iniziativa referendaria che si conclude con una bocciatura della Consulta ma la nostra battaglia per il sistema maggioritario e per la democrazia in Italia continuerà e non si ferma di certo adesso" afferma.

Parisi: "Ora non vorrei essere nei panni dei partiti"
"Noi abbiamo fatto la nostra parte. Adesso tocca ai partiti, a quelli che questa legge l'hanno voluta e a quelli che ne hanno goduto. Non vorrei essere nei loro panni ma noi continueremo in modo diverso la battaglia dentro e fuori in Parlamento per interpretare il milione e duecentomila firme raccolte". Sono le parole Arturo Parisi, esponente Pd e promotore della raccolta di firme sui referendum elettorali.

Mario Segni: "Sentenza politica"
"Questa è una sentenza politica e non giuridica. La Corte si è fatta spingere da forti pressioni politiche. Vedrò quali motivazioni giuridiche ci possano essere, staremo a vedere. E’ un giorno triste, io sono addolorato perché questa era una soluzione al problema di quella legge schifosa che è il porcellum. L’Italia ha perso l’occasione per sbarazzarsi di una delle sue peggiori leggi. Tra qualche giorno tutti parleranno di altro e la legge elettorale verrà rimandata all’anno prossimo prima delle elezioni". Sono le parole di Mario Segni, in diretta a Tgcom24 .

(nella pagina seguente le altre reazioni della politica: Bersani, D'Alema, Lupi, Reguzzoni, Di Pietro, Bocchino e del Quirinale)

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I VOSTRI COMMENTI

balducci - 14/01/12

anche se votassero dieci persone su trenta milioni di aventi diritto,la coalizione che prende 6 voti ha la maggioranza assoluta e puo' governare.Questa stortura rende i politici invulnerabili e liberi di qualsiasi prevaricazione per cui ANCHE L'ELEZIONE POLITICA DOVREBBE AVERE LA PRESENZA DEL 50% DEGLI ELETTORI;pena l'annullamento e l'elezione di un governo tecnico quinquennale da parte del capo dello stato.

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nonnoneno - 13/01/12

Forse non serviva neppure quest'ultimo episodio per capire in che regime siamo. Basta guardare al referendum per l'abolizione dei finanziamenti ai partiti. Nessuna legge sarà mai adeguata a mantenere tutti i magnaccia che non sapendo altro fare si fanno mantenere dalla partitica. Maggioranza e opposizione e tutti i parassiti a lavorare

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mediaset_italia2 - 13/01/12

Quanti commenti deliranti, totalmente ignoranti della questione giuridica.

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mr.cavalcavia - 13/01/12

il COLPEVOLE unico dello SCEMPIO IMMONDO che viviamo quotidianamente è Re giorgio komunista VECCHIO.

Il Fantoccio monti non conta nulla.

Questo governo è cercato, provocato ed insediato da Re giorgio KOMUNISTA vecchio.

Non sono mai andati al potere se non con i trucchi e l'aiuto delle toghe rosee (anche in CONSULTA).

Rinnovo l'invito ai Ministri: SPARATEVI in diretta TV.

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orlando62 - 13/01/12

è l'ennesima dimostrazione che siamo in piena DITTATURA con un presidente della repubblica ASSOLUTAMENTE COMPLICE E TRADITORE DEL POPOLO ITALIANO !!!!!

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ferracano - 13/01/12

Mi sembra proprio che siamo sotto regime

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batanita - 13/01/12

ma davvero in un momento di così grande difficoltà l'Italia ha bisogno di spendere milioni per i referendum? Abbiamo un parlamento che fino a prova contraria è deputato a legiferare secondo il mandato di chi lo ha eletto. Può piacere ad una parte e all'altra no, ma questa è la democrazia. Se 1.200.000 personale del "popolo" si sono espresse per modificare la legge elettorale, incalzino i loro rappresentanti in parlamento perchè facciano delle proposte costruttive, ma poi accettino il risultato.

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tetesh - 13/01/12

meno male che li anno bocciati se no come avrebbe fatto monti a sottometterci ai suoi datori di lavoro che non siamo noi cacchine italiane adesso ci riproveranno chiamandolo ninettus in realta è l ultimo dei problemi che abbiamo incensate pure monti che vi liberalizza la prostituzione

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gigo1977 - 13/01/12

Non vedo l'ora che il Presidente della Repubblica venga sostituito questo che abbiamo e uno dei peggiori degli ultimi anni, messo assieme a questa mandria di politici ladri e corrotti siamo proprio messi in buone mani. Per la prima volta in vita mia ieri ho dato ragione a quello che ha detto in un intervista Di Pietro.

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