Non sono bastate ieri alla Corte costituzionale le sei ore di confronto per decidere se convocare i cittadini alle urne a giugno per cancellare il "Porcellum". La camera di Consiglio è stata aggiornata a questa mattina alle 9.30. La sentenza non è scontata. La legge elettorale verrà riformata in ogni caso in Parlamento, continuano a ripetere Pdl, Pd e Terzo Polo, ma il dialogo si presenta complicato.
Per trovare l'intesa la Consulta ha preso tempo e proprio per questo motivo ha deciso di rinviare ad oggi la sentenza. Le divergenze di opinione sulla decisione da adottare rimangono, con i giudici schierati quasi alla pari tra favorevoli e contrari al referendum. Secondo indiscrezioni, quelli contrari sarebbero in maggioranza, ma la partita non è ancora chiusa.
Nel mirino c'è la legge elettorale firmata nel 2005 da Calderoli. I comitati referendari vogliono l'abrogazione del "Porcellum", ma Pdl, Pd e Terzo Polo restano col fiato sospeso. Escluso l'Idv, gli altri partiti, infatti, sembrano intenzionati a voler cambiare la legge in sede parlamentare. L'ammissione del referendum li metterebbe con le spalle al muro: dovrebbero approvare una nuova legge entro maggio o rischiare che, abrogato il "Porcellum", torni in vita il "Mattarellum".
