
foto Getty
A sfatare la leggenda della sindrome della classe economica sono le nuove linee guida contro la trombosi venosa profonda dettate dall'American College of Chest Physicians (Accp). Nel documento pubblicato sulla rivista 'Chest' si identificano i principali fattori di rischio per l'insorgenza di trombosi venose o coaguli di sangue durante voli di lunga durata. La buona notizia è l'assoluzione del viaggio in area low cost: "Viaggiare in classe economica non aumenta i rischi, neanche durante voli lunghi. Ma restare per tanto tempo immobili sì", avverte uno degli autori delle linee guida Mark Crowther, del Dipartimento di medicina della McMaster University a Hamilton, in Ontario (Canada). Per questo motivo i più svantaggiati sono i passeggeri che siedono vicino al finestrino: "Tendono ad avere una mobilità limitata che aumenta il loro rischio di trombosi venosa profonda, un rischio che cresce ancora di più in presenza di altri fattori", dichiara lo specialista, invitando a una maggiore attenzione le donne in gravidanza, quelle che fanno uso della pillola contraccettiva o i viaggiatori in età avanzata.
Gli esperti sono comunque concordi: sviluppare una trombosi venosa profonda che sfoci in un'embolia polmonare dopo un lungo viaggio in aereo è comunque un fatto raro. Le linee guida identificano comunque alcuni fattori che potrebbero incrementare i rischi, come aver avuto un episodio di trombosi venosa profonda o di embolia polmonare in precedenza, o aver subito un intervento chirurgico o un trauma di recente, oppure il fatto di essere obesi. Le linee guida ribadiscono infine che non esistono prove chiare a carico di altri fattori, come appunto la disidratazione, il consumo di alcol e il fatto di viaggiare in classe economica.

