

In casa Suzuki il nome Bandit rappresenta un “case history” di successo. Il primo modello fu lanciato in Giappone nel 1989 nella versione 400 cc, un anno dopo arrivò in Italia e in Europa è stata venduta in quasi 400 mila unità, 23 mila nel nostro Paese. Nel 1995 arrivò la versione da 600 cc raffreddata ad aria e olio, che dieci anni più tardi si evolse nella motorizzazione da 650 cc, adeguandosi poi alle normative europee sulle emissioni e adottando standard di sicurezza importanti come l’ABS di serie. Un motore di grande vivacità, 4 tempi e 4 cilindri di 656 cc, capace di sviluppare ben 85 CV a 10.500 giri e distribuirli in maniera omogenea a qualsiasi regime di utilizzo.
Molte cose caratterizzano la Bandit 650 SA dal punto di vista del comfort: il manubrio regolabile in due posizioni, la leva della frizione e del freno regolabili in quattro posizioni, la sella ampia e confortevole che si regola in altezza e, in base alla regolazione impostata, l’altezza da terra varia da 790 a 810 mm. Anche la strumentazione mista, analogico/digitale, è al top di gamma: tachimetro digitale con schermo LCD, indicatore del carburante, orologio, indicatore della marcia inserita, due contachilometri parziali, tutte preziose informazioni a portata di mano per facilitare al massimo la lettura e l’utilizzo. Il cupolino è stato ristilizzato e si integra nella semi-carena.
Suzuki lancia questo mese di gennaio sul mercato italiano la nuova Bandit 650 SA, in una serie però limitata a pochi esemplari. Unica la colorazione bianco perlato e di serie non manca l’impianto frenante con ABS. Il tutto al prezzo davvero molto interessante di 6.990 Euro, franco concessionario incluso.










