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Migranti, Open Arms arrivata in Spagna: l'imbarcazione a Maiorca

"Dopo 4 giorni di navigazione la nave entra finalmente nel porto sicuro di Palma", ha scritto il fondatore della ong

22 Lug 2018 - 15:32

E' finita l'odissea per i migranti sulla nave Open Arms, entrata nel porto di Palma di Maiorca. L'imbarcazione della Ong Proactiva Open Arms nei giorni scorsi ha recuperato i cadaveri di una donna e un bambino al largo della Libia e salvato Josefa, rimasta per due giorni in mare. "Dopo 4 giorni di navigazione - ha scritto Oscar Camps su Twitter - la nave entra finalmente nel porto sicuro di Palma di Maiorca".

Anche l'Astral è giunta nel porto della capitale dell'arcipelago delle Baleari. Le navi della Ong sono arrivate con a bordo due migranti morti, una donna e un bambino recuperati a largo delle coste della Libia e Josefa, salva per miracolo. La superstite sarà affidata alle cure mediche. Dopo l'arrivo a Palma, la Ong ha dichiarato che tornerà a largo delle coste libiche per proseguire la missione.

Proactiva presenta denuncia petroliera libica per omissione di soccorso - Dopo l'arrivo in Spagna, Proactiva Open Arms ha presentato al tribunale di Palma di Maiorca una denuncia per quanto avvenuto nei giorni scorsi davanti alla Libia. La denuncia è stata presentata dal giocatore della Nba Marc Gasol e dal fondatore della Ong Oscar Camps, che ha spiegato di aver "denunciato il capo della petroliera libica per omissione di soccorso". La petroliera era giunta per prima sul luogo del naufragio, la cui unica superstite è stata Josepha, e aveva avvertito la Guardia costiera libica. Dopo alcune ore il mercantile si era allontanato, mentre i libici si erano detti pronti a intervenire. I primi ad arrivare sul luogo della tragedia sono stati gli operatori di Open Arms, giunti però quando ormai il barcone era affondato.

"Denunceremo Italia e Libia" - Il Diario de Mallorca scrive che Josefa intende denunciare la Libia e l'Italia. La donna, che riceverà il trattamento da rifugiata, scrive il giornale, "intende denunciare la Libia per aver abbandonato l'imbarcazione, tornandosene indietro, lasciando altri cadaveri, e l'Italia per il rifiuto a sbarcare i cadaveri nel porto di Catania".

Il Viminale: "Denunceremo chi mente" - "Non meritano risposta le Ong che insinuano, scappano, minacciano denunce ma non svelano con trasparenza finanziatori e attività. La denuncia di Josefa? Qualcuno strumentalizza una vittima per fini politici. Noi denunceremo chi, con bugie e falsità, mette in dubbio l'immensa opera di salvataggio e accoglienza svolta dall'Italia". Questa la replica da fonti del Viminale all'ipotesi di Open Arms di denunciare l'Italia.

La Guardia costiera italiana: "Mai coinvolti nel soccorso del gommone" - Dopo l'attacco dell'Ong, la Guardia costiera italiana specifica di non essere "mai stati coinvolti nel soccorso al gommone ritrovato successivamente". E ricordano: "Dopo il ritrovamento è stata data piena disponibilità a trasferire la donna ancora in vita (cioè Josefa) in Italia". Idem per "il porto di Catania, dove sarebbero state effettuate le operazioni di sbarco per tutti i migranti a bordo", conclude la Guardia costiera.

Open Arms: nessuna denuncia contro governo italiano "Visto quanto riportato su diversi organi di stampa, ci preme precisare che nessuna denuncia è stata presentata nei confronti del governo italiano né della sua Guardia Costiera". Lo rende noto Proactiva Open Arms in un comunicato, "in relazione ai fatti avvenuti durante l'intervento di salvataggio compiuto il 17 luglio 2018".

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