L'Unesco: "Betlemme patrimonio dell'umanità" Insorgono gli americani e i palestinesi esultano
"Siamo orgogliosi, in questo modo è riconosciuta la Cisgiordania", commenta l'Olp
© Ap/Lapresse
Gli Stati Uniti si schierano contro la decisione dell'Unesco di iscrivere la Chiesa della Natività di Betlemme in Cisgiordania come Patrimonio mondiale dell'umanità. E' una scelta di cui siamo "profondamente delusi", ha commentato l'ambasciatore americano all'Unesco, David Killion. Entusiasmo, invece, dal governo palestinese. "E' il riconoscimento dei diritti dei palestinesi su quelle terre", commenta l'Olp.
La decisione è stata presa in seguito al voto dei 21 componenti del Comitato del patrimonio dell'Unesco, durante una riunione a San Pietroburgo, con 13 voti favorevoli, sei contrari e due astensioni. E' il primo sito palestinese incluso nella lista del Patrimonio dell'umanità dell'Unesco.
La Palestina è entrata a far parte dell'Unesco nell'ottobre 2011, una decisione che aveva provocato la collera di Israele e Stati Uniti. Con l'ingresso nell'agenzia dell'Onu era stata quindi chiesta l'inclusione del sito della Natività con una procedura d'urgenza.
La stizza degli Usa
Questo "sito è sacro per tutti i cristiani e ha un significato religioso e storico importante", ha sottolineato Killion in un comunicato reso pubblico a Parigi, dove ha sede l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura. "La procedura d'urgenza connessa a questa richiesta è solitamente riservata ai casi estremi, soprattutto quando un sito è a rischio di distruzione imminente", ha continuato l'ambasciatore e in 40 anni "è stata usata solo quattro volte e solo in casi estremi, seguendo le raccomandazioni del Consiglio" internazionale sui momumenti e i siti. Killion ha quindi sottolineato che l'organizzazione non ha tenuto conto della raccomandazione del suo Consiglio, commentando: "L'Unesco non dovrebbe essere politicizzato".
E la felicità palestinese
"Situati nel cuore della città palestinese occupata di Betlemme - afferma Hanan Ashrawi, a nome del comitato esecutivo dell'Olp - la Chiesa della Natività e il Percorso del Pellegrinaggio sono siti di enorme significato universale, non solo per il Cristianesimo ma per l'intera umanità". Secondo la Ashrawi la decisione dell'Unesco rappresenta un riconoscimento da parte della comunità internazionale dei diritti dei palestinesi su quelle terre e del loro impegno a custodire quei luoghi santi "nonostante l'occupazione israeliana e le sue misure restrittive". Il significato profondo, ribadisce la Ashrawi, è dunque "che Israele dovrà sottomettersi al diritto internazionale e ai trattati". I palestinesi da parte loro, assicura la dirigente dell'Olp, faranno tutto il necessario "per proteggere e preservare quel sito... insieme a tutti gli altri che sono stati affidati al popolo palestinese nel corso dei secoli".
