Ultraortodossi 2.0

Quaranta mila rabbini per l'internet kosher

Si sono radunati a New York nello stadio dei Metz. Alla ricerca di una rete più "ortodossa"

21 Mag 2012 - 14:51
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 © Ap/Lapresse

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Erano in più di 40mila ieri al mega raduno organizzato al Citi Field Stadium, lo stadio dei Metz. Non si trattava di tifosi di baseball ma di ultraortodossi israeliani riuniti per discutere del pericolo di internet. E per diffondere una rete kosher, adeguata alle prescrizioni religiose.

Secondo il rabbino Salomon “internet e le nuove tecnologie hanno portato il popolo ebraico ai più bassi livelli dopo la distruzione del secondo tempio a Gerusalemme nel 70 d.c". I rabbini barbuti con cernecchi e cappelli a larghe tese seduti sugli spalti si sono infatti uniti nel gridare la condanna contro la tecnologia e il web. Ma, garantiscono, non si tratta di oscurantismo. “Nessuno nega i benefici che la tecnologia ha portato al genere umano”, ha detto al quotidiano Haaretz Eytan Kobre, il portavoce dell’evento. “Si tratta di capire cosa arricchisce la nostra vita e cosa la indebolisce”.

I rabbini vogliono un filtro per la rete in modo che siano visibili solo contenuti “permessi” durante una ricerca online. Vogliono evitare che tra i suggerimenti compaiano siti pornografici, la cui visione violerebbe gli standard di modestia della comunità. Non solo donne nude. Il dibattito si è incentrato sui pericoli che una rete non controllata potrebbe rappresentare per la comunità a causa dell’assuefazione che limiterebbe rapporti umani, studio e lettura. Molti dei presenti hanno anche criticato i blog degli ebrei che non rispettano le regole imposte dalla leadership religiosa.

Sembra però che il divieto non stia funzionando. All’interno della stessa comunità ebraica newyorkese gli smartphone non hanno filtri. E il loro uso è diffusissimo. Durante il discorso di un religioso del Kenya, un rispettabile rabbino ha preso in mano il suo BlackBerry per leggere una mail. “Scusate gente”, si è limitato a dire a chi lo ha guardato storto.

Alla fine sembra che l’evento, costato un milione e mezzo di dollari, abbia avuto successo. Felici anche le donne che però non sono state invitate ma hanno potuto seguire le discussioni da casa in streaming. Gli organizzatori avrebbero gradito la loro presenza ma non c’è stato modo di mettere dei divisori all'interno dello stadio in modo da evitare la commistione con gli uomini.