E' morto Abdulbasit al-Megrahi, l'unico condannato per l'attentato di Lockerbie del 1988 con 270 vittime. Lo ha riferito un fratello. Al-Megrahi, 60 anni, aveva un cancro alla prostata. Nel 2001 era stato condannato all'ergastolo per l'attentato all'aereo della Pan Am mentre nel 2009 era stato liberato per motivi umanitari.
La notizia della morte ha riacceso le polemiche sulla sua scarcerazione. Da Chicago, dove si trova per il vertice Nato, il premier britannico David Cameron ha ripensato alla decisione di liberare l'ex agente segreto libico, affermando: "Bisognava non farlo uscire dal carcere scozzese".
Sulla morte di Abdelbaset al Megrahi si dividono i giudizi delle famiglie delle vittime del Jumbo Pan Am. Per alcuni familiari come Jim Swire, del gruppo Giustizia per Megrahi, che ha perso nell'attentato la figlia Flora, la notizia della scomparsa del libico e' ''molto triste''. Swire e' convinto dell'innocenza di Megrahi e sostiene che esistano prove ancora non rese note che lo dimostrerebbero.
Del tutto opposta la reazione di Susan Cohen, una donna del New Jersey la cui figlia Theodora ha perso la vita nel viaggio che da Londra la stava riportando a casa. ''Spero che la sua morte sia stata dolorosa'', ha detto la Cohen che per Megrahi avrebbe voluto la pena di morte. ''Non ho pieta' per lui'', ha aggiunto: ''Megrahi e' morto circondato dalla sua famiglia. Mia figlia e' morta a 20 anni di una morte orribile quando ancora aveva tutta la vita davanti a se''.
