Il portavoce dei gruppi ribelli che lottano contro il regime di Assad ha fatto sapere che il movimento è pronto a deporre le armi entro il 10 aprile, così come previsto dal piano di pace, anche se oggi truppe siriane hanno colpito in territorio turco. Sale intanto a oltre mille morti il numero delle vittime dell'ultima settimana di scontri.
Damasco ha annunciato intanto che non ritirerà le truppe dalle città se non avrà garanzie scritte da parte dei gruppi armati del Paese. Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri siriano in una nota, precisando che i "gruppi terroristi armati" devono mettere per iscritto che anche loro deporranno le armi.
Il portavoce del ministero, Jihad Makdessi, ha detto che le precedenti dichiarazioni secondo cui Damasco avrebbe ritirato i propri soldati dalle città e dai sobborghi entro martedì "sono spiegazioni sbagliate". La nota afferma che l'inviato speciale di Onu e Lega araba, Kofi Annan, non ha consegnato al governo siriano "garanzie scritte" che "i gruppi di terroristi armati" fermeranno anch'essi le violenze.
L'ufficio di Annan aveva annunciato che il presidente siriano Bashar Assad aveva accettato il cessate il fuoco che chiedeva il ritiro delle truppe dai centri abitati entro martedì.
Truppe siriane in territorio turco: feriti
''Due siriani e un cittadino turco sono rimasti feriti quando forze siriane hanno aperto il fuoco contro un campo profughi all'interno della Turchia'', precisa il sito del quotidiano turco Zaman citando fonti ufficiali turche. Il turco, viene aggiunto, è ''un interprete che lavora dentro il campo composto da prefabbricati''. Dopo il ferimento di due siriani ed un turco in un campo profughi al confine col Siria, il ministero degli Esteri turco ha telefonato all'incaricato d'affari siriano ad Ankara ''chiedendo che le forze siriane smettano di sparare immediatamente''.
Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh), con sede a Londra, sei membri delle forze di sicurezza e delle guardie di frontiera siriane sono rimasti uccisi in scontri con militari ribelli vicino al villaggio di Salama, nei pressi della frontiera con la Turchia. Mentre fonti ufficiali di Damasco affermano che nove agenti di polizia e un militare governativo sono stati uccisi ad Aleppo.
Attivisti alla Cnn: "Oggi almeno 75 vittime della repressione"
Almeno 75 persone sono morte nelle violenze di oggi in Siria, secondo fonti dei Comitati locali di coordinamento dell'opposizione citate dalla Cnn. Le vittime sono segnalate in particolare nelle province di Hama, Idlib, Homs e Daraa.
