
Dalla rockstar planetaria George Harrison, chitarrista dei Beatles, al virtuoso del sitar e icona di Woodstock Ravi Shantar, passando per campioni di cricket come Sachin Tendulkar, politici di primo piano come Indira e Rajiv Gandhi, e star di Hollywood come Steven Seagal, tutti hanno fatto tappa a Puttaparthi , nel lontano Stato dell' Andhra Pradesh con un solo scopo: incontrare e ascoltare Sathya Sai Baba (al secolo Sathya Narayana Raju), o meglio, assistere ad uno dei tanti fenomeni soprannaturali a lui attribuiti.
L'influenza del guru indiano, morto a 85 anni al locale Sri Sathya Sai Institute of Higher Medical Sciences, crebbe grazie anche alle simpatie dei media e dell'alta società prima indiana, poi internazionale e conquistò il mondo occidentale e quello orientale. In Italia, Antonio Craxi, fratello di Bettino, decise di trasferirsi per un periodo nel suo quartier generale. E perfino il primo uomo sulla luna, l'astronauta Neil Armstrong, non e' sfuggito al fascino del guru indiano. Ma non solo. Anche i razionali britannici si fecero ammaliare dal ‘credo’ di Sai Baba.
Nel 1997 toccò a Sarah Ferguson, duchessa di York, fargli visita, mentre un altro vip dal sangue blu - il principe Carlo - secondo i vertici dell'Organizzazione Sathya Sai fondata proprio da Sai Baba nel 1963, una volta espresse il desiderio di incontrarlo, senza però mai riuscirvi. Voci incontrollate, addirittura dicono che perfino Michael Jackson, per un breve periodo, fu devoto alla presunta reincarnazione della divinità indù di Shirdi. Di certo, la fama del guru e oratore, bollato dai suoi detrattori come 'mago' o 'pedofilo', non si e' mai arrestata. Lo dimostrano i migliaia di devoti raccolti in preghiera nelle centinaia di centri da lui fondati in tutto il mondo


