"l più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura".
Giorgio Vasari
Alle Scuderie del Quirinale si celebra per la prima volta la magia di Jacomo Robusti (o Canal), detto Tintoretto (1519-1594). Non solo è la prima mostra a Roma, ma anche l'unica mostra monografica italiana.
Nella lettura di Vittorio Sgarbi, curatore, con un linguaggio "cinematografico" Tintoretto racconta le sue figurazioni incastonate in scenari tridimensionali.
Tintoretto fu artista di straordinaria immaginazione e di rapidità di esecuzione, imbarazzante per l'epoca, per le sue veloci e vibranti pennellate, che combinavano disegno e colore "come un dio". Questo gli valse il riconoscimento di una grande abilità, ma di condanna (praticon de man), come se le sue opere non fossero frutto di una meditata progettazione. Invece, prima di tutto, osservava la collocazione prevista ed eseguiva dei modellini in gesso e terracotta.
Da Vasari a Roberto Longhi i suoi detrattori, incapaci di coglierne la genialità nel trattare lo spazio e la visione simmetrica tra natura e figura.
"L'impaginazione - sottolinea Sgarbi - è grandiosa e teatrale, con l'impianto scenografico di quinte e di colonne, archi e portali, con scene che si dilatano verso profondità rarefatte".
Per Ernst Gombrich l’era aperta da Giotto che “per primo dipinse corpi tangibili, e che tale era terminò quando alle forme solide si sostituirono le apparizioni fiammanti del Tintoretto o del Greco”.
Una passione travolgente vi colpirà sin dalle prime opere, siamo nel 1548: il Miracolo di San Marco e il suo Autoritratto di modeste dimensioni, come se ci fosse un legame con la bassa statura del "granelo de pevere", così descritto per il suo carattere infiammabile.
Tre temi principali: religioso, mitologico e la ritrattistica, i suoi contemporanei gli riconobbero un "perfetto giudizio nei ritratti".
Nei due piani espositivi delle Scuderie, la mostra si sviluppa seguendo una precisa narrazione biografica.
Melania Mazzucco firma i testi di sala che si dipanano come filo d'Arianna in tutte le sale.
Una quarantina le opere del maestro, ma tutte particolarmente rappresentative. Si segnalano "Gesù tra i Dottori", "Miracolo dello schiavo", l' Ultima Cena di San Polo, restaurata per l'occasione da Cariparma, e la "Deposizione al sepolcro", ultima opera di Tintoretto. Inoltre sono in mostra opere di Alessandro Vittoria, Anonimo XVI sec., Jacopo Bassano, Giovanni Demio, El Greco, Il Parmigianino, Schiavone, Lambert Sustris, Domenico Tintoretto, Tiziano, Bonifacio e Paolo Veronese.
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Tintoretto Vienna, Kunsthistorisches Museum, Susanna e i vecchioni
Tintoretto
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica
Biglietto: Intero: € 10.00 - Ridotto: € 8.50
