porro

PORRO

16 Feb 2012 - 09:49
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 © Getty

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E' coltivato per le porzioni basali delle foglie, dette guaine, che si sovrappongono a formare un falso fusto di forma cilindrica. Si trova sul mercato tutto l’anno, ma le stagioni migliori per consumarlo sono l’estate e la primavera. Il porro è diffuso in due varietà, una a maturazione estiva, più piccola e tenera, l’altra a maturazione invernale, meno tenera e dal sapore più intenso.

Tra le varietà italiane più comuni, il lungo gigante d’inverno ha il piede lungo con una parte bianca che raggiunge anche i 60 cm di lunghezza ed è di sapore gradevole. Si raccoglie durante il periodo invernale e poiché può rimanere nel terreno anche durante i mesi freddi, la raccolta viene fatta a scalare (tra i più famosi la qualità Cervere).

Il mostruoso Carentan è una varietà molto rustica, cori bulbo enorme che può raggiungere il diametro di 7-8 cm e i 25 cm di lunghezza. E molto resistente al freddo e molto appetibile per il suo sapore, inoltre è un alimento facilmente digeribile con un buon contenuto in zuccheri (4,5%) e sali minerali (potassio, calcio, fosforo, ferro).

Il gigante d’Italia ha la parte bianca del fusto che raggiunge talvolta i 50 cm, il diametro non supera i 2-3 cm, molto rustico e produttivo, resiste alla neve senza dare origine a marciumi; è molto richiesto per il sapore dolce e squisito.

Il porro lungo della riviera si distingue per la sua lunghezza, bellezza e resa elevata. Il porro è un tonico del sistema nervoso e ha un’azione antiossidante. Ricco in fibra è utile in caso di stitichezza; grazie a un blando effetto antinfiammatorio coadiuva nelle forme di artrite e gotta. Ha un effetto diuretico e aiuta in caso ritenzione di liquidi. Il contenuto di vitamina C è utile nei casi di anemia e nella rigenerazione dei tessuti. E' controindicato in caso di difficoltà di digestione e gastroenterocolite.

Come scegliere

- Porro intero, con le radici.
- Fusto dritto, ben bianco, sodo e liscio.
- Foglie tese, spesse e croccanti al tocco.
- Radici ben aderenti e, se possibile, con ancora un po’ di terra per facilitare la conservazione e rallentare l’essiccamento.

Cosa evitare

- Fusto giallastro, molle, vizzo e rugoso.
- Fogliame floscio, sbiadito o secco.
- Radici rinsecchite.

Come conservare

Va tenuto nello scomparto delle verdure in frigorifero, con le cime delle foglie coperte. Una volta cotto, il porro si ossida velocemente e diventa tossico.

In cucina

Il porro si consuma sia crudo sia cotto. Le parti bianche si mangiano crude in insalata oppure cotte a vapore come delicato contorno o ingrediente per frittate, torte salate e ripieni per carni. Con le parti verdi delle foglie si possono preparare minestre e creme.

Composizione chimica e valore energetico per 100 g di parte edibile

PORRO

Parte adibite (%):77Sodio (mg):-
Acqua (g):87,8Potassio(mg):-
Proteine (g): 2,1Ferro (mg):0,8
Lipidi (g)0,1Calcio (mg):54
Colesterolo (mg)0Fosforo (mg):57
Carboidrati disponibili (g)5,2Magnesio (mg):-
Amido (g)0Zinco (mg):-
Zuccheri solubili (g)5,2Rame (mg):-
Fibra totale (g)2,9Selenio (µg):-
Fibra insolubile (g) -Tiamina (mg):0,06
Fibra solubile (g)-Riboflavina (mg):0,08
Alcol (g)0Niacina (mg):0,50
  Vitamina A retinolo eq. (µg):tr
Energia (kcal)29Vitamina C (mg):9
Energia (kJ)120Vitamina E (mg):-