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1/4/2008

Italiani tecnostressati

L'antidoto e fare attività fisica

Correte, ma non in senso metaforico dietro ad appuntamenti, telefonate, email e incontri di lavoro, bensì per davvero, nel parco, in palestra o ovunque vi sia dello spazio per farlo. L'invito a spegnere pc e cellulari e armarsi di scarpette e pantaloncini da ginnastica arriva dal Social Network dei tecnostressati italiani. Un popolo high-tech vittima di ansia, scatti d'ira e stress da eccesso di tecnologie, censito di recente: sembra che l'80% degli operatori Ict (Information and Communications Technology) sia "tecnostressato". Il network si chiama 'Run for tecnostress' ed è stato ideato da Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus, la prima associazione no-profit per la prevenzione delle videodipendenze e sindromi correlate.

"Se siete sommersi di file, e-mail, telefonate e tecnologia, ora potete costituire un Gruppo 'Run for tecnostress' nella vostra città", spiega Di Frenna, "e tenervi in contatto attraverso il social network". Passeggiate, escursioni, appuntamenti per correre, ma anche feste, serate a tema sono l'antidoto all'eccesso di tecnologia che affligge molti italiani. Di Frenna ha varato il progetto con Ermello Sorge, 'tecnostressato confesso' ma anche pentito, che dice di trascorrere il suo tempo tra nove cellulari accesi, tre computer e svariate chat line.

"Ci siamo trovati d'accordo nell'utilizzare proprio la Rete per far incontrare coloro che sono divorati dalla fretta e dallatecnologia", spiega Sorge, "e aiutarli a ritrovare il piacere di passeggiare e correre all'aria aperta. La tecnologia porta molti vantaggi, ma in alcuni momenti divora il nostro tempo e la qualità della vita". Dunque dallo stesso male può arrivare la cura anti-stress.

Sul network, una sezione video segnala le storie dei tecnostressati, assediati da 'mazzi' di telefonini o pc sempre accesi, oppure le situazione di rabbia e tensione che si creano abitualmente in ufficio. Come la storia di un relatore che, di fronte all'ennesima interruzione da parte di un trillo di telefonino, ha aggredito fisicamente il disturbatore. Oppure le immagini dell'impiegato che, stanco per le ore trascorse al computer, inserisce per errore un bicchierino di caffe' nel lettore cd.

"C'è molta gente che soffre di tecnostress", dice Di Frenna, "ma fatica ad ammetterlo. Attraverso il Social Network gli stressati possono confrontarsi e scambiarsi opinioni su una sindrome molto diffusa, che causa conseguenze anche serie come ipertensione, affaticamento cronico, ma anche problemi gastrointestinali e circolatori. Insomma, le persone possono darsi appuntamento fuori dall'ufficio e inventare situazioni rilassanti". E non si tratta di chiacchiere a vuoto, promette l'esperto.

Il primo importante appuntamento nazionale è già stato ideato: la 'One Minute Run for tecnostress' sarà infatti la prima stracittadina per la prevenzione del tecnostress, e si prefigura come la 'maratona più breve del mondo'.
"L'abbiamo già segnalata al World Guiness of Records", aggiunge Di Frenna. "Durerà un minuto: una manciata di secondi a passo sostenuto, poi gli ultimi metri a passo lento per ricordarsi di rallentare nella societa' digitale". La micro-maratona si svolgerrà a Bracciano, domenica 14 settembre A organizzarla è Netdipendenza Onlus e ci si può iscrivere attraverso il Social Network.

"Lo sport e l'attività fisica sono tra i rimedi più efficaci per prevenire il problema. Invitiamo tutti a correre per un minuto, rallentando nella parte finale: benessere si sposerà con consapevolezza", spiega Di Frenna. Gli iscritti potranno partecipare al sorteggio di 'premi benessere' all'insegna del relax: una settimana per due persone su un'isola tropicale (rigorosamente senza computer e Internet), una settimana per una persona in un centro benessere, e tanti 'buoni olistici' (sedute di massaggio, yoga, chi kong).

Attraverso il suo blog (www.enzodifrennablog.it), l'ideatore suggerisce di utilizzare lo sport e la meditazione come rimedi naturali. "Lavorare per molte ore con la tecnologia digitale può effettivamente generare stress e tensione", commenta l'imprenditore Emiliano Delicati della Pierre Communication, società che ha deciso di sostenere l'iniziativa.
E i numeri parlano chiaro: dalla prima ricerca in Italia su questa particolare patologia è risultato che l'80% degli operatori Ict è vittima di crisi di ira, ansia e stress, e sono in molti a lamentare mal testa e calo della concentrazione.