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7/6/2007

Pensa coi sensi, senti con la mente

Venezia, Biennale dell'arte al presente

Si intitola "Pensa con i sensi, senti con la mente. L'arte al presente" l'attesa 52. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale, che ha invaso ogni angolo di Venezia e porta la prestigiosa firma di Robert Storr, primo direttore statunitense nella storia ultracentenaria della rassegna.
L'apertura al pubblico è prevista per il 10 giugno (durata fino al 21 novembre), ma all'anteprima della vernice i critici arrivati da tutto il mondo erano già centinaia.

Tavola Gioco dell'Oca di Bros

La mostra centrale internazionale, allestita negli spazi delle Corderie e parte delle Artiglierie dell'Arsenale e nel padiglione Italia ai Giardini, presenta un centinaio di artisti provenienti da tutto il mondo con opere, molte delle quali 'site specific' e nuove produzioni realizzate, in collaborazione con la Biennale di Venezia, per questa occasione espositiva.

Le partecipazioni nazionali e gli eventi collaterali, divenute così numerose nel corso delle ultime edizioni della Biennale Arte da diventare vere e proprie componenti espositive strutturali, esaltano la mostra centrale internazionale: un ampio insieme di esposizioni ed eventi che dilagano dai confini dell'Arsenale e dei Giardini in tutta Venezia e che caratterizzano oggi in maniera unica e originale "l'arcipelago Biennale".

Tra i "collateral events" da segnalare l'opera che Daniele Nicolosi, in arte Bros, graffitaro, writer o artista di strada, tra i protagonisti alla mostra milanese "Street Art, sweet art",  propone per le strade della citta.
Perfettamente in tema con il titolo della rassegna veneziana, "Arte al presente", pensata con i sensi e sentita con la mente, e con la città stessa Bros riporta lungo le vie della città l'antico gioco dell’Oca, nato proprio a Venezia nel XVII sec.
Il suo progetto non è incluso all’interno del programma della manifestazione, ma con una forte azione di recupero ed appartenenza degli spazi pubblici; l’artista dopo aver studiato il tabellone originale, ripropone in chiave moderna le 63 caselle del gioco, ridipinte su pannelli lignei. Su ogni pannello ritroviamo il numero della casella seguito dal nome originale veneziano e dalla illustrazione eseguita con tecnica mista.
Ogni casella è stata affissa nelle strade di Venezia integrandosi con il contesto urbano in  modo da riproporre il percorso del gioco lungo le strade della città. Il punto di partenza si trova in prossimità della stazione di  Venezia Santa Lucia fino ad arrivare all’ingresso della Biennale accompagnando così i visitatori-turisti.

Ribadendo la vocazione internazionale della Biennale di Venezia, i Paesi stranieri hanno aderito alla 52. Esposizione, raggiungendo la cifra complessiva record di 76 partecipazioni: 34 Paesi nelle sedi espositive con padiglioni propri (31 ai Giardini e 3 all'Arsenale) e 42 Paesi nel centro storico veneziano. Tra le partecipazioni nazionali di questa edizione vi sono alcuni esordi - come l'Azerbaijan, il Libano, il Messico, la Repubblica di Moldova, il Tajikistan - e alcuniritorni - come Bulgaria e Repubblica Araba Siriana. I Paesi provengono dai cinque continenti e in particolare da 35 nazionieuropee, 20 latino americane, 17 asiatiche, 2 nord americane, 1 oceanica e 1 africana, l'Egitto.

Daniel Buren

Le partecipazioni nazionali rappresentano da sempre una componente essenziale e distintiva, una ricchezza straordinaria della Biennale Arte, e consentono di conoscere il meglio della produzione artistica di ciascun Paese, rappresentando una vera e propria "fotografia" globale del contemporaneo nel mondo.
Un contributo straordinario che la Biennale di Venezia intende sottolineare anche perchè l'Esposizione è stata la prima ed è ad oggi l'unica ad istituire padiglioni nazionali permanenti, alcuni dei quali festeggiano quest'anno il centenario come quello del Belgio (primo padiglione edificato ai Giardini).

La 52. Esposizione ha però anche il pregio di saper andare oltre le nuove frontiere dell'arte mondiale: non solo verso i linguaggi artistici in
rapida evoluzione, ma anche verso personalità, Paesi, tendenze emergenti in zone meno conosciute del globo, altrimenti ai margini del panorama artistico più consolidato. In questa direzione il direttore artistico Robert Storr ha voluto ospitare alle Artiglierie dell'Arsenale la presenza del padiglione nazionale della Turchia e una mostra che rappresenta l'arte contemporanea dell'Africa - Check List Luanda Pop della Sindika Dokolo African Collection of Contemporary Art (Luanda,Angola) - con un progetto selezionato da un panel di esperti da lui presieduto, che diviene un vero e proprio padiglione Africano in omaggio ad un intero continente ancora artisticamente poco conosciuto.

Una collocazione specifica è stata dedicata infine, dopo anni di assenza, all'arte italiana: debutta in questa edizione della Biennale Arte il nuovo padiglione Italiano, realizzato dalla collaborazione tra la DARC - Direzione Generale per l'Architettura e le Arti Contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - e la Fondazione la Biennale di Venezia, nello spazio suggestivo delle Tese delle Vergini all'Arsenale, che presenta una doppia personale a cura di Ida Gianelli. Sempre sul fronte dell'arte italiana, da questa edizione si celebra - su iniziativa della Regione Veneto, del Comune e della Provincia di Venezia - il ritorno del padiglione Venezia alla sua città con l'obiettivo di promuovere la creatività artistica del territorio in relazioni a contesti internazionali: mostra d'esordio, a cura di Luca Massimo Barbero, Chiara Bertola e Angela Vettese, è l'omaggio a Emilio Vedova.