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2/3/2007

A sferruzzare al knit-café

Va di moda la maglia al bar

Un caffè macchiato e un gomitolo rosso. Sferruzzare non è più un hobby da nonne! Tutt'altro. Ferri, uncinetto e gomitoli piaccio sempre più alle donne di tutte le età. E da quando star come Uma Thurman, Julianne Moore e Sarah Jessica Parker si sono date ai ferri, tricottare è diventato addirittura di moda, tanto che ora anche in Italia arrivano i Knit-cafè, luoghi d'incontro dove sferruzzare in compagnia.

In America, i 'Knitting Group' organizzati da negozi di maglia, bar e gallerie d'arte, sono già diventati un fenomeno, tanto che è nata persino una comunità di appassionati che interviene sul paesaggio con i lavori a maglia (www.knittaplease.com): hanno cominciato con micro-tubolari messi alle antenne di auto in sosta, poi hanno rivestito pali e piloni, fino ad arrivare al restyling di alcune pietre della Grande Muraglia.

Nei Knit Cafè americani clienti stanno per il tempo breve di un cappuccino o si siedono per farsi un bel pullover di lana. I consigli di esperti a portata di mano, i corsi nel retrobottega e una parete colorata di un’infinità di gomitoli. Giornali pieni di articoli per dare gli spunti giusti. Non solo le sessioni giornaliere di maglia, ma anche una vasta scelta di eventi e lezioni.
Il valore aggiunto di questo hobby sta nella possibilità che offre di realizzare un artefatto attraverso un sistema portatile: i ferri. Tutti possono così avvicinarsi a un’attività manuale che essendo facile da trasportare può essere improvvisata sull’autobus, sul treno, in ufficio, ovunque. Il rapporto con un oggetto creativo che realizziamo da soli e possiamo addirittura indossare, offre un po’ di ossigeno a una vita moderna troppo spesso asfissiata da micro-compiti astratti e parcellizzati di cui non afferriamo il più ampio respiro.

Le celebrities di Hollywood si sono fatte entusiasmare e pare che Julia Roberts prepari il suo ritorno sugli schermi, con un film auto-prodotto in uscita alla fine del 2007, 'The Friday Night Knitting Club', ispirato proprio alla sua nuova passione. Un' attività che coinvolge, a sorpresa dei ricercatori, sempre più uomini: in Francia uno su tre ha questa mania. E non solo: si è anche appreso che storicamente la prima federazione del lavoro a maglia era interamente maschile e francese. Il connubio tra uomini e gomitoli, in Inghilterra, America, Canada non è una novità: i maschi frequentano regolarmente i maglia-caffè, creano club, pubblicano i blog e si connettono sui siti web a loro riservati.

Da marzo, anche a Milano verranno allestiti dei Knit-Cafè, in location prestigiose come il Coffee Design della Triennale di Milano, la Triennale Bovisa, il Caffè degli Atellani, lo Showroom Vivienne Westwood, lo Spazio Rossana Orlandi, Skip Intro e Ciboh, che hanno aderito all'iniziativa, lanciata dalla Nuova Accademia di Belle Arti (Naba). Ai primi incontri, ci sarà un esperto che aiuterà i/le partecipanti a districarsi con ferri e uncinetti. In Italia, la prima fan del tricot è la Dj La Pina che dedicherà ai Knit-Cafè una puntata del suo programma Pinocchio, in onda su Radio Deejay. In conclusione del ciclo di incontri, Naba presenterà a Pitti Filati, il prossimo luglio, una mostra dei lavori realizzati dai suoi studenti. Contemporaneamente, alla Stazione Leopolda, in concomitanza con Pitti Vintage, verrà ospitato il primo 'knit-out' italiano, ossia il raduno per chi lavora a maglia, all'uncinetto o a ricamo.