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8/4/2005

Gabetti e Isola - Isolarchitetti

Una scheda biografica

Dal secondo dopoguerra, Gabetti e Isola sono tra i protagonisti dell'architettura nazionale. La loro ricerca prende avvio rimettendo in discussione l'International Style in nome della tradizione dell’architettura italiana e introducendo motivi neoliberty: la Bottega d'Erasmo (Torino 1953-54) incarna questa tendenza, con una ripresa esplicita dell’Art Nouveau e del primo F.L. Wright.Nelle opere successive emerge un linguaggio profondamente radicato nella tradizione culturale locale e attento ai temi dell’ambiente e del paesaggio. Entrambi partecipano attivamente al dibattito architettonico con importanti contributi storico-critici. L’esperienza e la sensibilità maturate in questi anni si riversano oggi nel lavoro di Aimaro e Saverio Isola e del team Isolarchitetti. Sono progetti che coinvolgono aree vaste, che pianificano grandi infrastrutture, quartieri interi, parchi urbani, nuovi insediamenti residenziali, porti, plessi nautici, headquarter per uffici, scuole e chiese, edifici in contesti di alto valore storico.

Opere realizzate da Gabetti e Isola   
La sede della Società Ippica torinese a Nichelino (1958-59) il Centro residenziale Olivetti a Ivrea (1969-70); il progetto per il centro direzionale FIAT (Candiolo 1973); il monastero delle carmelitane scalze a Quart (Aosta 1984-89); il restauro della palazzina di Stupinigi (1988-95); il municipio (1975-80) e il caseificio (1979-82) a Bagnolo Piemonte.

Opere realizzate da Isolarchitetti 
La nuova sede IBM a Segrate (2001-2004); i nuovi quartieri e il parco Ottavi Reggio Emilia; i porti di Sarzana, Livorno, Pisa, e Varazze; i Parchi di Novoli; la tenuta di Marinella a Sarzana (2001-2005).

Aimaro Oreglia d'Isola
Si laurea in architettura al Politecnico di Torino nel 1952, discutendo la tesi con Carlo Mollino. Attivo nella facoltà dal 1953, dal 1977 è Professore Ordinario di Composizione Architettonica ed Urbana al Politecnico di Torino e dal 1985 Accademico Nazionale dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma. La sua è una carriera pluripremiata, tra i riconoscimenti basta ricordare: il Premio Antonio Feltrinelli ricevuto insieme a Roberto Gabetti nel 1988 dall’Accademia Nazionale dei Licei, il Premio Internazionale ‘Architetture di pietra’ nel 1991 e nel 1992 il Premio Internazionale “Architettura contemporanea alpina”, per il Monastero delle Carmelitane a Quart (Aosta). Nel 1998 ottiene, con Roberto Gabetti e Guido Drocco, il Premio Speciale della Giuria “Concorso Luigi Cosenza” (Napoli) per la “migliore architettura realizzata in Italia nel biennio 96/97” grazie all’Ampliamento del Museo di Antichità di Torino. 

La carriera di Aimaro è strettamente connessa allo studio fondato nel 1950 con Roberto Gabetti, un’avventura durata oltre quarant’anni, un cantiere di idee che ha portato a compimento opere come la Casa Paravia di Piazza Statuto a Torino, la residenziale Ovest di Ivrea per l’Olivetti, il Caseificio La Tominera a Bagnolo, il Palazzo di Giustizia di Alba, Cartiera di Mathi Canavese (con Franco Fusari), come il progetto urbanistico per la Piazza Agnelli a Sestrière, la ristrutturazione del complesso monumentale di San Gerolamo a Genova e del Porto di Varazze (Savona) in corso di realizzazione.  A riassumere tutta la produzione dello studio attraverso i decenni sono quattro monografie: una a cura di Francesco Cellini e Claudio d’Amato (Electa Editrice 1985), la seconda a cura di Paolo Zermani (Zanichelli 1989), un’altra di Carlo Olmo (Allemandi 1993), e l’ultima per opera di Francesco Dal Co, Andrea Guerra, Manuela Morresi (Electa Editrice 1996). Va ricordata anche la pubblicazione di Fulvio Ferrari (Allemandi 1986) inerente le realizzazioni di pezzi d’arredamento nel periodo 1950-1970. Da molti anni il principale e costante collaboratore di Aimaro è l’architetto Guido Drocco e, negli anni più recenti, l’architetto Flavio Bruna.

Saverio Oreglia d’Isola 
Con un curriculum scolastico maturato tra il Politecnico di Torino e la Bartlett School of Architecture di Londra, Saverio si laurea nel 1999 con una tesi progettuale sul Reef of Sanganeb con una ricerca sull’impact of contemporary tourism on landscapes. Nel 2000, dopo la scomparsa di Roberto Gabetti, rinnova la struttura dello studio con il padre Aimaro e fonda Isolarchitetti srl di cui è direttore tecnico. E’ una sorta di studio-officina dove lavorano competenze professionali diverse che formano un team solido e preparato ad affrontare temi progettuali complessi. In particolare l’équipe si occupa di grandi e piccoli insediamenti produttivi e residenziali, che richiedono abilità specifiche per la gestione del paesaggio, della sostenibilità ambientale e del rapporto con le Amministrazioni e Soprintendenze (costante è la collaborazione con Flavio Bruna).
 Dal punto di vista dell’esperienza didattica-formativa, Saverio Oreglia d’Isola lavora presso il laboratorio didattico Ladipro al Politecnico di Torino. Dal 2000 al 2002 collabora al corso di allestimento e museografia del Politecnico di Torino e partecipa ai corsi di Buildings Design della Barlett School of Architecture di Londra. Nel 2001 è tutor del workshop interdisciplinare a Funchal sul ‘Progetto del Museo Contemporaneo’. Nel 2003 è tutor del gruppo di lavoro ‘Il tema della nuova scala del progetto architettonico e urbano’(Scuola di dottorato in Prog. Architettonica e Urbana del Politecnico di Milano). Oggi insegna Progettazione Architettonica all’Università di Parma.