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29/7/2004

Capannina, 75 anni di divertimento

Il locale fu fondato nel '29 da "Nevio"

La Capannina di Forte dei Marmi compie 75 anni e si prepara a celebrare l’evento con grandi festeggiamenti. Dal 4 al 26 agosto, infatti, lo storico locale della Versilia, punto di ritrovo del jet set italiano e internazionale, proporrà un programma ricco di concerti, serate a tema e divertimento. Si comincerà il 4 con Jerry Calà e il suo spettacolo Sapore di mare per proseguire con Gino Paoli, Franco Califano, Patty Pravo, solo per fare qualche nome, fino al gran finale del 26 con Elisabetta Canalis (nella foto a destra) in veste di madrina della serata.

Dopo il famoso Rosalend di New York, La Capannina è il locale più antico del mondo essendo nata quattro anni prima del Maxim di Parigi. La sua storia comincia nel 1929 quando Achille Franceschi (nella foto a sinistra durante una festa hawaiana), chiamato però da tutti “Nevio”, comprò da un falegname un capanno di legno sulla spiaggia adibito a deposito per attrezzi apportandogli delle modifiche, proprio su quel viale a mare che lui, sindaco di Forte dei Marmi, aveva fatto realizzare.

Franceschi inventò questo locale, si racconta, per andarci a giocare a carte con gli amici, investendo le ultime mille lire che erano rimaste in famiglia avendo interamente esaurito il suo patrimonio per costruire il Grand Hotel e un Casinò, la cui gestione fallì dopo soli due mesi. Una sua amica, contessa, gli disse: “bello questo posto, sembra proprio una capannina” e così fu battezzata.

L’anno dopo il locale era già diventato un punto di riferimento per i giovani degli anni ‘30. L’ora dell’aperitivo, prima del tramonto, era il ritrovo per gli intellettuali del Novecento: da Montale e Ungaretti, da Primo Levi a Leonida Repaci al poeta Enrico Pea. Più in generale tutti gli anni ‘30 incoronarono La Capannina come il luogo cult dell’estate. Nel ‘39 John Kennedy, che allora aveva 22 anni, venne in Capannina con una fidanzata americana che studiava a Firenze accompagnato dal marchese Bargagli.

Subito dopo vennero gli anni della guerra e il locale venne chiuso. Temendo il peggio, Franceschi con i suoi collaboratori portò via tutte le sedie dal locale che furono accatastate in un capanno. Addirittura il pavimento in legno pregiato fu prima smontato e quindi nascosto in un solaio. Per non perdere il patrimonio alcolico, le bottiglie del bar furono sotterrate. L’arredamento, infine, venne rimosso, pezzo per pezzo, e riposto nella cantina di casa.

Solo due anni più tardi, quando La Capannina tornò a nuova vita, fu rilanciata in grande stile. Rinacque precisamente il 15 luglio del ‘45 e il successo fu tale che ne parlarono tutti, comprese le riviste Life e Look. Da allora su quel palco sono passati in molti, da Gilbert Becaud a Ray “Sugar” Robinson, da Paul Anka a Maurice Chevalier, da Edith Piaf a Xavier Cougat, che con la moglie Abbe Lane, nel ‘50 lanciò il cha-cha-cha, dall’orchestra di Perez Prado ai Platters. In quegli anni del boom economico ai nobili si sostituirono i grandi industriali, dai Pirelli ai Barilla, dai Marzotto ai Rizzoli e i Pesenti.

Franceschi lasciò questa sua creatura agli inizi degli anni ‘70 per stanchezza ed età avanzata e dopo un periodo durato alcuni anni, gestione e proprietà sono passate nel ‘77 ad un big dell’industria del tempo libero, Gherardo Guidi (nella foto in basso a sinistra), che con intelligenza e insieme alla moglie Carla lo ha trasformato in un locale per giovani nel rispetto però della sua storia e della sua tradizione, conducendolo fino a questo settancinquesimo compleanno.

Non volli cambiare nulla negli arredi”, racconta Guidi, “il banco del bar, i tavoli, le poltroncine con i loro cuscini colorati sono sempre gli stessi. Se qualche pezzo si logora, si viene sostituito, ma il nuovo deve sembrare vecchio”. Con lui sono saliti sul palco Patty Pravo, Ray Charles, Peppino di Capri, Fred Bongusto, Gloria Gaynor, Amy Stewart, Grace Jones, Ornella Vanoni (nella foto in alto a destra), Anna Oxa, Alba Parietti e Valeria Marini. “Adesso guardo al futuro senza dimenticare il passato”, conclude Guidi. “Oggi il pubblico è cambiato come il modo di divertirsi e di ballare. Alle migliori orchestre alterno i più prestigiosi deejay internazionali come Claude Challe del Buddha Bar di Parigi”.