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16/3/2008

Alitalia: si' offerta Air France

Operazione da 1,7 miliardi di euro

Il consiglio di amministrazione di Alitalia ha deliberato all'unanimità di accettare l'offerta vincolante di Air France-Klm e di concludere il contratto. Lo ha comunicato Alitalia con nota. L'offerta di Air France prevede il lancio di una Ops sul 100% dei titoli Alitalia con un concambio di 1 azione della compagnia francese per ogni 160 azioni dell'italiana. Ma, se la vendita costerà 1,7 mld di euro, il valore della compagnia è di 138,5 milioni.

La cifra di 1,7 miliardi risulta dalla somma delle due opa previste - sul capitale della società e sulle obbligazioni - all'aumento di capitale da un miliardo già preventivato. Ma il valore della compagnia appare decisamente inferiore: 138,5 milioni di euro.  Il contratto prevede infatti un'offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni convertibili Alitalia ad un prezzo unitario di 0,3145 euro, pari al prezzo di mercato del 14 marzo 2008. Ma, a quella data, alla Borsa di Parigi, ogni azione Alitalia veniva valutata meno di 10 centesimi, per l'esattezza 0,099 euro.  Mentre per le obbligazioni convertibili l'importo complessivo è di  608 milioni di euro.

La compagnia francese ha previsto che il ministero dell'Economia si faccia promotore dell'apertura di una linea di credito per Alitalia che le consenta di fronteggiare l'allungamento dei tempi per l'integrazione con Air France- Klm e per l'aumento di capitale. La linea di credito sarà rimborsata dopo l'aumento di capitale. L'offerta prevede un aumento di capitale da 1 miliardo. La proposta francese prevede inoltre che solo una parte delle attività di Alitalia servizi sarà reinternalizzata nella compagnia aerea. Si propone inoltre la modifica dei contratti in corso con Alitalia servizi.

Resterà compagnia di bandiera
Come Air France e Klm, Alitalia manterrà un ruolo autonomo, identità italiana e proprio marchio, logo e livrea. Dunque, resterà compagnia di bandiera.

Il piano: 1.600 esuberi, all cargo cessa nel 2010
Per quanto riguarda il costo del lavoro l'offerta di Air France-Klm precede una riduzione complessiva del personale pari a circa 1.600 unità, in linea con quanto previsto dal piano di sopravvivenza/transizione al 2010 rispetto al 2007. Lo si legge nella nota di Alitalia in cui si precisa che "per la gestione del personale in esubero, oltre al turn over fisiologico, si farà ricorso ad esodi volontari incentivati ed all'applicazione degli ammortizzatori sociali''.

A proposito del cargo, il piano industriale 2008-2010 prevede che ''l'attivita' cargo bellies'' (pance degli aerei di linea) ''prosegua inalterata e che, nel corso del biennio 2008-2009, l'attivita' degli aeromobili all-cargo si concentri sulle rotte con margini operativi migliori, verso il Far East e il Nord America, per ridursi progressivamente fino a cessare nel 2010''.

Consigliere italiano in Cda Air France-Klm
L'offerta prevede la nomina nel consiglio di amministrazione di Air France-Klm di ''un addizionale consigliere di nazionalita' italiana e con significativa esperienza di business, e che rispetti i requisiti di indipendenza, proposto al comitato nomine del consiglio di amministrazione dopo consultazione con il Ministero dell'Economia e delle Finanze e su indicazione dello stesso''.

La preoccupazione dei sindacati
Il sindacato è chiamato a giudicare solo a fatti compiuti. Cgil, Cisl e Uil puntano l'indice sul governo e sui vertici di Alitalia per averli lasciati con "le spalle al muro" e consegnati "nudi" alla trattativa con Air France a cui arriveranno martedì con il peso di 1.600 esuberi. Si trovano di fronte a un "prendere o lasciare" che proprio non mandano giù, pur consapevoli dello stato comatoso della società. Martedì si siederanno al tavolo con il presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, e il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, vedranno le carte, ma c'è chi non esclude di far saltare tutto. E tra i piu' preoccupati ci sono i piloti dell'Anpac che non accettano la cancellazione della divisione cargo entro il 2010.

Un banco di prova, quello di martedì, importante perchè il via libera del sindacato è una delle condizioni poste dai francesi al buon esito dell'operazione. Una risposta la vogliono in pochi giorni, entro il 31 marzo. "Quello che sta accadendo non si è mai visto in nessuna trattativa per cessione d'azienda. Si finisce col mettere il sindacato, che è all'oscuro di tutto, con le spalle al muro e il paese nella stessa condizione", ha detto Guglielmo Epifani. "Il sindacato non si sottrarrà alla responsabilità di una scelta - ha aggiunto - che può essere un sì o può essere un no a seconda dei contenuti del piano, degli investimenti, dell'occupazione e delle ricadute sul paese". Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni "è grave, molto grave che il governo ci sta consegnando nudi alla trattativa con Air France a danno dei lavoratori, delle infrastrutture, degli interessi generali del Paese. Chi ha commesso questo grave errore ne pagherà le conseguenze, ne sono convinto. Purtroppo le conseguenze principali le pagherà il Paese".