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Jonathan Cilia-Faro e Don Most, il Ralph Malph di "Happy Days", portano in Italia lo swing

Lʼattore 64enne, apprezzato crooner, omaggerà sul palco artisti come Domenico Modugno e Mina. E non esclude una reunion con Fonzie...

Jonathan Cilia-Faro e Don Most, il Ralph Malph di "Happy Days", portano in Italia lo swing

Don Most, a 64 anni, comincia una nuova vita. O meglio, torna all'adolescenza, quando prima di recitare cantava. L'indimenticabile Ralph Malph di "Happy Days" si prepara a sbarcare in Europa - e in Italia dall'8 al 18 marzo 2018 - con il tenore italo-americano Jonathan Cilia-Faro, con il quale darà vita a uno show a base di swing e lirica, in onore agli anni Sessanta e Settanta particolarmente prolifici per la scena musicale.

"L'idea di base è stata quella di riprendere le canzoni che hanno portato l'italianità all'estero", ha spiegato Cilia-Faro, aggiungendo che sono stati coinvolti nel progetto alcuni artisti del nostro Paese. Il primo ad aver accettato è Toto Cutugno, che ha ri-arrangiato "L'italiano". Nella scaletta dello show, che racconterà in musica gli anni Sessanta e Settanta, c'è anche spazio per brani di Mina, Domenico Modugno, Renato Carosone e Renzo Arbore. Peraltro, i due hanno registrato a Roma nei giorni scorsi un videoclip per il loro singolo "La dolce vita medley", un vero e proprio omaggio al film di Federico Fellini e all'Italia degli anni Sessanta.

Non mancheranno durante l'esibizione anche le eterne "Love me Tender", "Fly me to the Moon" e "Pretty Woman": "Era il momento migliore per riproporre una musica che è senza tempo", ha infatti spiegato Don Most, che ormai è un crooner apprezzato, ossia un cantante di musica leggera che, in maniera dolce e sentimentale, rivisita brani del passato. "Ognuno di noi farà le sue cose, senza perdere le sue peculiarità. E ci saranno anche dei duetti", aggiunge il tenore sullo show.

Prima di diventare Ralph Malph, Don Most aveva intenzione di fare carriera nel mondo della musica, ma le canzoni che gli piacevano - ossia "i classici americani tra swing e jazz, da Frank Sinatra a Nat King Cole" - erano considerate "vecchie, soprattutto rispetto a quello che stava arrivando. E così la mia vita è andata in un'altra direzione". In ogni caso, "Happy Days" ha rappresentato per lui "un periodo importante", vissuto "con un gruppo di lavoro eccezionale, davanti e dietro le telecamere. "Era uno show per famiglie, come non ce ne sono più oggi. La serie puntava su valori forti: la famiglia, l'amicizia, l'integrità", spiega.

Don Most - che ha già pubblicato un album, "Mostly Swinging", uscito lo scorso febbraio - non esclude una reunion del cast di "Happy Days", magari invitando allo show ospiti come Henry Wrinkler, cioè Fonzie. Per quanto riguarda il futuro, l'attore e il tenore italo-americano sognano un disco insieme: "Certamente potremmo. E dovremmo farlo".

Don Most, da attore di "Happy Days" a crooner

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