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23/11/2006

La "notte" di Lorella vola al top

Cuccarini a Tgcom: non me l'aspettavo

Si è concluso il sondaggio lanciato da Tgcom sulle sigle tv più amate degli anni Settanta e Ottanta. A furor di popolo ha vinto "La notte vola" cantata e ballata da Lorella Cuccarini in apertura del programma Odiens del 1988. Su 20496 voti, la "notte" di Lorella se ne è aggiudicata 7012 con il 34% di preferenze. Secondo posto per "Ballo Ballo" della Carrà con il 26% di consensi e 5321 voti. Bronzo per "Cicale" di Heather Parisi: 2747 voti e 13% di favori.

Tgcom ha intervistato l'interprete della sigla vincitrice, Lorella Cuccarini, entusiasta del sondaggio e onorata di essere arrivata su un podio d'eccellenza, vicino a Raffaella Carrà ed Heather Parisi.

Come è nata "La notte vola"? Chi l'ha scritta e chi è l'inventore della mossa più imitata della tv?
Silvio Testi, Marco Salvati e il maestro Beppe Vessicchio hanno scritto il testo. Il passo mitico delle mani che simulano il gesto del volo è stato pensato dalla coreagrafa americana Michelle Assaf. Avevo conosciuto Michelle durante uno stage a New York e le ho chiesto io di venire in Italia: volevo fosse lei a coreografare la sigla di Odiens, perché aveva idee modernissime.

Come è nata l'idea del famoso movimento delle mani?
E' nato per gioco. Facevamo ore e ore di prove: quando si comincia a pensare ad una coreografia, si cerca il passo che ne sia il simbolo, il lait-motiv che entri nell'immaginario collettivo. Cercavamo un gesto che richiamasse il titolo della canzona. Un giorno il coreografo ha provato l'ormai famoso movimento delle mani. Così è nato il passo di "La notte vola". Però era troppo semplice, allora Michelle si è inventata il movimento dei piedi, contrario rispetto a quello delle mani.

Ed è stata da subito un grande successo.
Si, questa sigla è nata davvero sotto una buona stella. All'epoca vendette milioni di copie, ebbe da subito un grande seguito di pubblico. La canzone è arrivata persino ad essere intonata negli stadi, ancora oggi è ballata in discoteca. Questo è segno che era un prodotto moderno, e che lo è tuttora.

Regista moderno per un programma altrettanto all'avanguardia, giusto?
Si, Odiens era il primo sabato sera contro-tendenza. Moderno nella forma e nel contenuto: "La notte vola" fu il primo vero video creato per una sigla. Solitamente le sigle erano registrate, erano una sorta di mini-film. "La notte" era stata addirittura girata in cinematografico, sotto la guida di un grande regista, Renzo Martinelli.

A suo giudizio il segreto del successo del "La Notte vola" sta nella coreografia o nella melodia?
Nel pezzo, nella canzone, ne sono sicura. La vera forza di questo brano è la miscela di musica e parole: insieme creano un'energia vincente. Questa sigla aveva e ha una marcia in più.

Qual è la sua sigla preferita?
Tra quelle cantate da me "La notte Vola" sicuramente. Mi piace molto Crilù, di Heather Parisi  e "Rumore" della straordinaria Raffaella Carrà.

E' stata sorpresa dal risultato del sondaggio o si aspettava una vittoria?
E' stata una grande gioia. Ieri il mio team mi ha avvertito che era partito il sondaggio. Mai avrei pensato arrivare prima di un mostro sacro come Raffaella Carrà. Sono davvero contenta che "La notte Vola" sia ancora così apprezzata dal pubblico. La mia community è invasa dai fans che mi fanno complimenti, voglio davvero ringraziare tutti imiei fans. 

Quanto era importante la sigla?
Era il biglietto da visita di un programma tv. Negli anni '90 le sigle hanno cominciato ad essere fatte dal vivo, più brevi e legate al programma. L'ultimo grande varietà che ho fatto, con Gianni Morandi, seguiva questo modello. Negli anni '80 le sigle erano registrate e duravano di più, ma quel tipo di programma non esiste più.

C'è ancora spazio per il varietà nella tv di oggi? Cos'è cambiato dagli anni '80?
Certo! Il varietà non è morto, ha solo rimescolato i suoi ingredienti. Rispetto agli anni '80 manca la componente del sacrificio: i balletti allora erano preparati con ore e ore di prove. Sudavamo e faticavamo per ottenere dei buoni risultati.

La sigla è ancora un elemento importante?
Assolutamente sì. E' un colpo molto forte per il pubblico: è il tassello di avvio di un programma, ciò che lo imprime nella mente del pubblico. Anche programmi come Striscia la Notizia, lontani dai classici varietà di una volta, puntano sugli stacchetti e le sigle cantate dal Gabibbo fanno storia.

Cosa rende una sigla vincente?
Il team: coreografo, scenografo, costumisti, è la squadra che vince. I ballerini vanno in video, ma dietro di loro c'è un gruppo di persone che è la vera carta vincente. La magia deriva dal team, non dalle individualità.

Dal passato al futuro, cosa l'aspetta?
A grande richiesta torno a teatro con "Sweet Charity". Debutto a Trieste il 2 dicembre. Dal 15 dicembre fino al 7 gennaio sarò a Milano al Teatro della Luna. Speriamo che lo spettacolo "voli" come l'anno scorso.

Emanuela Sandali