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31/10/2006

Mago Casanova, novello Houdini

"Affronterò la pagoda della morte"

Il mago Antonio Casanova, a 80 anni dalla morte del mitico illusionista Houdini, si mette alla prova in uno dei numeri più pericolosi della storia della magia. La pagoda della morte: una gogna di legno alle caviglie, una cassa di plexiglass, 1200 litri di acqua e un uomo: Casanova. Tutto questo il pubblico lo vedrà in diretta martedì 31 ottobre a Striscia, su Canale5. "L' obiettivo - dichiara il novello Houdini - è riscrivere i limiti dell'uomo".

Antonio Casanova proverà a superare una delle prove più pericolose e difficili della storia dell'illusionismo: dovrà uscire vivo da una gabbia di plexiglass riempita di acqua. Houdini non riuscì nell'impresa: a "Striscia la notizia" sapremo se il mago di casa nostra supererà il maestro. Casanova spiega a Tgcom perché ha deciso di andare incontro al rischio estremo.

Antonio, qual è il suo obiettivo?
L'obiettivo è riuscire nell'impresa in cui Houdini fallì. Nel 1926, esattamente 80 anni fa, successe qualcosa di imprevisto: l'illusionista ungherese fu colpito da un attacco di appendicite. Lui decise di fare comunque lo spettacolo, e noi perdemmo Houdini a causa della peritonite che non gli lasciò scampo.

Per questo ha deciso di riproporre proprio questo esperimento?
Ho scelto la pagoda della morte perché tutti ne abbiamo una: questo esperimento è un modo per riscrivere i propri limiti. Il mio è la paura dell'acqua. Prima di cominciare a prepararmi per questo numero di magia, non avevo mai messo la testa sott'acqua.

Quindi vuole provare a vincere la sua estrema paura?
Si, Houdini diceva che l'illusionismo è affronatare la paura, la malattia. I limiti non esistono di per sè, ma siamo noi a crearceli. Io il mio lo voglio sconfiggere.

Può descrivere esattamente l'esperimento?
Avrò le caviglie legate con una gogna di legno fermata da lucchetti. Sarò infilato a testa in giù in una pagoda di 80 cm di lato, fatta in plexiglass: la situazione è già di per sè claustrofobica. La pagoda verrà immersa in 1200 litri d'acqua. Avrò le manette e dovrò restare in apnea per più di due minuti. L'obiettivo è riuscire ad uscire vivo dalla cassa, senza aprire i lucchetti che mi terranno legato.

Come si è preparato, a livello fisico, per questa prova?
Da quattro mesi mi alleno con Riccardo Ghetti, il mio maestro di apnea, e la scuola di immersione Ravenna Sub che mi sta seguendo con grande professionalità.

Complessivamente da quanti mesi si prepara?
Da un anno mi alleno con il mio personal trainer Massimo Morigi facendo palestra. L'allenamento che faccio è specifico per il tipo di attività che dovranno svolgere i miei muscoli. Essi hanno bisogno di ossigeno, quando si mettono in movimento perdono ossigeno e creano anidride carbonica, io dovrò combattere contro questo procedimento.

Una lotta contro il tempo?
Esatto: il tempo è un fattore fondamentale per la riuscita della prova. In allenamento ho raggiunto i tre minuti di apnea statica, ma ero in condizione di immobilità. Invece, durante la prova, dovrò muovermi per liberarmi, quindi lo sforzo sarà enorme.

L'esperimento avverrà ai Cantieri navali di Ravenna, perché questa scelta?
Perché Mirko dalla Pasqua, il padrone dei cantieri, è un mio grande amico e si è offerto di ospitare questa impresa.

Un' impresa epica, non le pare?
Si, è la rappresentazione della più antica sfida dell'uomo: vincere l'acqua. L'uomo ha sempre sfidato il mare: questa prova, se riuscirò a superarla, vorrà dire ridisegnare il limite umano per eccellenza.

Valerio Staffelli presenterà la prova.
Valerio è un amico che ha acconsentito a fare da testimone a un momento unico. Oltre a lui, avrò accanto anche Roberto Pierucci, il mio coreografo, altri amici e un'equipe medica con rianimatore.

Striscia le dedica una puntata, è emozionato? Come si preparerà psicologicamente?
Prima della diretta che Striscia mi dedica, e di cui sono lusingato, farò 30 minuti di training autogeno.

Ha paura? E' convinto di farcela?
Ho paura anche se mi sono preparato molto e con molta cura. Mio padre ha assicurato la mia vita per 2 milioni di euro. Spero non abbia occasione di incassare l'assicurazione!

Dove sta il trucco?
Non esiste il trucco: esitono degli accorgimenti. Spero di riuscire a sopravvivere e dimostrare che tutti i limiti sono superabili, che le nostre paure vanno affrontate e sconfitte.

Augurandole di farcela, ha già in mente altre strabilianti imprese?
Se esco vivo dalla pagoda ho un vaso di pandora di cose da fare. Nei miei progetti c'è un grosso spettacolo e un lavoro importante con Claudio Baglioni. Spero di riuscire a riportare la magia sul piccolo schermo: l'illusionismo, come diceva il grande Houdini, non è sensazionalismo, ma è soprattutto comunicazione.

Emanuela Sandali