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6/2/2003

Tatu a Sanremo: quante polemiche

Il duo canoro sul palco dell'Ariston

Le Tatu, chiacchieratissmo duo femminile, a Sanremo creano scompiglio ancor prima di arrivare. Piovono critiche ed attacchi da tutte le parti. Assolutamente contrari il senatore Michele Bonatesta e Antonio Marziale, presidente dell'osservatorio sui diritti dei minori. Favorevole invece Franco Grillini, presidente dell'Arcigay, si esprime anche Don Fortuno Di Noto che invita Casini e Pera ad intervenire.

"E' una presa in giro ipocrita invitare al Festival di Sanremo le Tatu, un duo canoro pedo-saffico, e poi assicurare, come ha fatto Baudo, che le due ragazzine russe non daranno scandalo sul palco dell'Ariston e non si lasceranno andare alle ben note effusioni". Il senatore Michele Bonatesta, componente della direzione nazionale di An e membro della commissione di Vigilanza sulla Rai: "Non bisognava invitarle al Festival -sostiene Bonatesta- soprattutto non doveva farlo il servizio pubblico radiotelevisivo che potrebbe e dovrebbe spendere i soldi degli italiani in ben altri modi". "Non crediamo -prosegue- che basti l'audience a giustificare la presenza sul palco dell'Ariston di un duo che, essendo stato concepito per riflettere l'elemento lesbico che, secondo il suo inventore, esiste sempre tra le ragazze, ha il compito di lanciare messaggi ambigui, pericolosi specialmente per quel pubblico giovanile cui si rivolge e che nella stragrande maggioranza è acquirente dei suoi prodotti".

Di parere contrario è il presidente dell'Arcigay Franco Grillini: "Non capisco perchè Baudo voglia impedire alle Tatu di baciarsi sul palco del Teatro Ariston". Difende a spada tratta il duo saffico ospite del prossimo Festival e invita Baudo a non censurare la loro esibizione. "Mi pare uno scandalo montato ad arte per fare notizia -spiega Grillini- Comunque, dopo la forte presa nelle parti basse subita lo scorso anno da Fiorello, non capisco proprio cosa abbia da temere e da scandalizzarsi Baudo per un bacio delle Tatu. Un bacio non può far più paura a nessuno nel 2003, Baudo non può impedirlo. Peraltro sarebbe un risarcimento dell'invito fatto due anni fa all'omofobo Eminem.

"Se le Tatu a Sanremo rappresentano i segnali del miglioramento della qualità televisiva da rapportare al pubblico adolescenziale, siamo fritti". Lo ha detto Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori che si dice "esterrefatto dalle logiche di un mercato che propina modelli diseducativi e altamente dannosi". "Le Tatu, continua Marziale, sono state consacrate quali massime esponenti della pedopop saffica, denominazione che non abbisogna di commenti. Eppure, i colossi catodici del Paese ce li propinano in bella evidenza ed in tutto risalto. Non c'entra qui il Codice Gasparri per l'autoregolamentazione tv e minoriè questione di buonsenso, di rispetto, quello che manca per i nostri ragazzi", conclude.

"Davvero, ormai ci si puo' aspettare di tutto". E' lapidario don Fortunato Di Noto, presidente dell'Associazione Meter e consulente del Ministro delle Comunicazioni per le politiche dell'infanzia: "Le due ragazzine sono state battezzate dalla critica quali reginette di un'allucinante tendenza musicale definita dai critici pedopop in sfregio forse incosapevolmente a tutti quei bambini che della pedo sono vittime".

Don Di Noto conclude dicendosi "rammaricato per l'assordante silenzio di Casini e Pera, fautori delle nomine in Cda Rai. Non credo - sottolinea - che questo servizio pubblico stia servendo degnamente il Paese anzi elude i costanti richiami pronunciati proprio dai titolari due più alti scranni parlamentari. Dunque, non si lavino le mani ed intervengano"