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Televisione
8.10.2012

"Kubrick", una storia porno... tutta da ridere

Va online la prima web-serie ambientata nel mondo dell'hard. Un modo malizioso (e ironico) di raccontare il difficile mondo del lavoro di oggi

foto Ufficio stampa
09:27 - Tre cineasti alle prime armi che per riuscire a entrare nel grande mondo del cinema devono passare... dal porno. E' questa la storia di "Kubrick - Una storia porno", web-serie in tre puntata che tra una situazione "hard" e l'altra, parla delle difficoltà del mondo del lavoro odierno. "Il vero argomento è la crescita umana e professionale di tre ragazzi nati nel decennio sbagliato" spiega l'ideatore e regista Ludovico Bessegato a Tgcom24.
Una stagione pilota sfruttando le potenzialità della Rete (e quelle di un canale bene avviato su YouTube come quello di The Jackal) per buttare un sasso nello stagno e vedere se le televisioni si accorgono di loro opppure, meglio ancora, se si riesce ad aprire un nuovo fronte di rapporto tra il web e la tv dove sia il primo a guidare.

Per adesso il tam-tam ha funzionato bene, al punto che all'anteprima al Roma Fiction Fest si è dovuta fare una seconda proiezione fuori programma per accontentare tutto il pubblico accorso.  "L'idea nasce direttamente all'interno di Magnolia Fiction - spiega Bessegato che ne è il responsabile editoriale -. Questo del porno ci sembrava un tema interessante. A cui i media danno sempre spazio e che poteva suscitare interesse".

Interesse per parlare poi di altro. "Il soggetto è il porno ma si parla di lavoro. Il porno è molto presente però non l'argomento principale. Il vero argomento è la crescita umana e professionale di tre ragazzi nati nel decennio sbagliato. La pornografia diventa uno strumento come un altro per raccontare una generazione di artisti che ha difficolta a esprimersi".

Strumento anche per far molto ridere, perché la serie è prima di tutto comica, anche se ovviamente il tema impone situazioni e linguaggi al limite. "Il linguaggio doveva per forza di cose essere abbastanza esplicito - spiega uno dei protagonisti, Dario Aita -, con situazioni che affrontano senza troppi giri di parole atti e pratiche sessuali. Però non si sfocia mai nel volgare o nel gratuito e comunque non tutto deve essere evidente ma si può anche accennare, alludere...".

Questo non toglie che risate (e imbarazzi) ci siano stati anche sul set. "In almeno due occasioni - spiega Aita -. La prima è la scena del provino, dove gli aspiranti porno attori si devono masturbare di fronte ai tre registi che cercano la loro star. La scena è stata girata con noi che davvero eravamo di fronte a questi e vi assicuro che le nostre facce sbigottite e imbarazzate sono assolutamente... vere! La seconda invece è quando un attore deve simulare un orgasmo: l'abbiamo girata in strada, con questo che urlava e la gente che ci guardava...".  

Malizia, (un po' di) nudo e ironia. La miscela potrebbe essere vincente. Ma qual è l'obiettivo di "Kubrick"? "Farci notare in primis - spiega Bessegato -. Kubrik è costata, la diamo gratis, l'unica cosa importante è che venga vista, condivisa, e innesti un passaparola. Se riuscissimo a ripagare la cifra investita e trovare il modo di rendere redditizia la diffusione sul web... allora cambia tutto!". E a quel punto il passaggio in tv potrebbe essere solo una parte dello sviluppo futuro. "Non necessariamente pensiamo a due mezzi contrapposti. Televisione e web possono andare in sinergia. Come dice il nostro produttore Rosario Rinaldo, anche Colombo quando è partito per le Indie ha poi scoperto l'America".
Massimo Longoni
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