Varietà in crisi, informazione vincente. Lo rivela un'analisi sull'andamento delle tendenze d'ascolto per il 2002 effettuata da Mediavest, il centro media che ha elaborato i dati Auditel confrontando i totali del 2002 con quelli del 2001. L'ascolto è calcolato secondo il criterio del "minuto medio", ossia il numero di spettatori che in un minuto medio hanno seguito le trasmissioni prese in considerazione, in modo da registrare ogni oscillazione.
Negli ultimi sette anni, infatti, 1.200.000 spettatori hanno abbandonato gli spettacoli del sabato sera del periodo autunno-inverno nel minuto medio. Il 2002 fa comunque registrare un aumento per gli ascolti di Raiuno, passata da 3.364.760 a 3.773.720. Calo invece per le altre due reti Rai: Raidue scende da 1.165.334 a 892.243, Raitre crolla dai 2.934.981 del 2001 al 1.827.879 del 2002. Sul fronte Mediaset, migliora invece nettamente Italia 1, che cresce da 1.745.457 a 2.145.668 con Sarabanda, Mai dire domenica e Le iene show. Quasi stabili Canale 5, da 4.085.023 nel 2001, 4.093.533 nel 2002, leggero aumento, e Rete 4 da 1.903.665 nel 2001, 1.883.932 nel 2002, leggero calo.
Per le miniserie tv il 2002 decreta un calo di quelle targate Mediaset, con Canale 5 sceso dai 6.035.717 spettatori del 2001 ai 4.692.857 del 2002. Al contrario, Raiuno registra, grazie a Perlasca, Papa Giovanni e Lo zio d'America, un sensibile aumento dell'ascolto medio, da 5.578.747 a 5.823.955 del 2002, a cui si affianca un forte incremento di share, passato del 20,98% al 25,36%.
Tiene l'informazione, sebbene Mediavest segnali un relativo decremento dell'ascolto medio di tutti i tg. Sommando gli ascolti medi di tutte le edizioni dei sei tg presi in considerazione, i 58.552.365 ascoltatori nel minuto medio del 2001 si sono abbassati a 57.042.292 nel 2002. Il 2001 però è stato un anno eccezionale, segnato dall'attacco terroristico alle Torri Gemelle, e quindi, secondo gli sponsor pubblicitari, si può parlare di una vera e propria tenuta dell'informazione. Le migliori performance sono state ottenute dai tg più giovani: ottima quella di Studio Aperto, che migliora soprattutto l'edizione delle 12.30, passando da 1.821.195 del 2001 ai 2.018.182 del 2002. Molto buona anche la performance del Tg3 che tra tutti registra la migliore tenuta ed aumenta in particolar modo gli ascolti dell'edizione della sera, passando dai 2.718.280 del 2001 ai 2.990.197 del 2002. Bene anche l'edizione notturna, che grazie alla rassegna stampa internazionale raggiunge il 7,76% di share. Ottimi ascolti anche per il Tg5, passato da un totale di 13.657.835 spettatori che hanno seguito le sue edizioni nel corso del 2001 ai 14.229.348 del 2002. Ma è il Tg1 a confermarsi telegiornale leader del 2002, dopo un inizio d'anno difficile, culminato col sorpasso nell'edizione delle 20 da parte del Tg5.
Per quanto riguarda i film, con i 9.917.718 spettatori totalizzati su Raiuno da La vita è bella di Roberto Benigni, è un vero e proprio boom, trainato soprattutto da Raidue che è passata dal 1.814.365 del 2001 ai 2.056.082 del 2002. Netto miglioramento anche per Canale 5: da 1.641.686 del 2001 a 1.804.629 del 2002. Incrementi di minore entità hanno fatto registrare Italia 1, da 953.380 a 1.083.629, e Raitre, da 586.851 a 608.430. Calano invece gli ascolti medi di Rete 4, passata nel 2002 a 637.923 contro i 774.912 dell'anno precedente, e Raiuno, scesa da 1.044.082 a 869.296.
Per quel che riguarda i talk show si rafforza nell'anno che si è appena concluso Porta a porta di Bruno Vespa, che consolida la propria leadership tra i programmi di dibattito informativo realizzando una media di share che supera il 21% e raggiungendo in una anno difficile una media di ascolto di 2.213.954. Raiuno si conferma forte nel settore, con 2.136.886 spettatori di media nel 2002. Lievissimo calo per Canale 5, che passa da 2.128.786 a 2.014.155, aumenta invece Italia 1, che sale da 974.137 a 1.160.581.
